08-01-2026 ore 20:40 | Economia - Sindacati
di Denise Nosotti

L'azienda Silc Spa cambia proprietario. Quote vendute a una multinazionale extra europea

Oggi, giovedì 8 gennaio, si è tenuta la riunione ufficiale tra i dipendenti e la nuova proprietà della ditta Silc Spa di Trescore Cremasco. Un nuovo capitolo per la ditta, le cui quote sono state vendute a un’impresa extra europea, che dovrebbe essere americana. Il passaggio è avvenuto nella riservatezza più assoluta, senza informare preventivamente i sindacati, che sono stati informati ufficialmente dopo il passaggio di proprietà. Ne abbiamo parlato con Monia Castelli della Cgil. “La Silc Spa conta quasi 400 dipendenti, tra operai, impiegati, dirigenti e quadri. Sul sito ufficiale dell’azienda è apparsa una comunicazione interna, lunedì 5 gennaio per informare che oggi, 8 gennaio, la direzione avrebbe incontrato, a turno, il personale, per dare alcune informazioni”.

 

‘Capitali da investire’

“La nuova società dispone di capitale da investire poiché un’azienda come la Silc Spa ha bisogno di capitale per ammodernarsi. Non essendoci una incorporazione l’azienda mantiene il nome originario con uguali accordi sindacali di secondo livello che scadono nel 2027 e il premio di risultato che scade annualmente. Come sindacati ci siamo trovati spiazzati perché a dicembre abbiamo firmato il rinnovo del contratto di produzione senza nessun riferimento alla cessione delle quote”.

 

Il contratto non cambia’

“Abbiamo contestato il metodo utilizzato per l’operazione, in quanto i lavoratori vengono informati solo oggi del passaggio senza aver contattato prima il sindacato. Ci sarà successivamente la convocazione ufficiale delle parti sindacali che conosceranno il nuovo proprietario. Fortunatamente, per il contratto non cambia nulla. L’azienda è ancora iscritta nel settore cartai e cartotecnici che tra l’altro è in fase di rinnovo a livello nazionale”.

 

‘Futuro rassicurante’

“Il futuro, per ora è rassicurante, nel senso che la ditta non ha cambiato né nome né contratto. Non si tratta di un’operazione di assorbimento, bensì commerciale economica. Nel lungo termine potrebbe cambiare qualcosa nell’organizzazione del lavoro o nella composizione dello stabilimento. Quando si parla di multinazionale che vuole investire capitale, immaginiamo vogliano anche spazi per espandersi”.