
“Non siamo soddisfatti delle condizioni previste nel nuovo contratto. Per fare in modo che il settore sanitario pubblico risulti attrattivo soprattutto per i giovani, è necessario che cambino le condizioni economiche, organizzative e di welfare garantite al personale del comparto sanitario”. Lo dice Angelo Bonvissuto, segretario generale della Uil per la provincia di Cremona. “I presidi di Cremona e di Crema stanno affrontando una grave carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico e tecnico: c'è un problema di attrattività della professione. A fronte dei necessari pensionamenti, non si trovano abbastanza professionisti per procedere alle sostituzioni. Le aziende stanno mettendo una pezza, mediante il ricorso ai liberi professionisti, ma non è questa la soluzione organizzativa migliore per far fronte a grosse difficoltà che, talvolta, mettono a rischio la tenuta dei servizi”. Il reparto di medicina dell'ospedale Oglio Po' dell'Asst di Cremona è stato esternalizzato per carenza di personale infermieristico: “quella dell'esternalizzazione è una strada che ormai diverse aziende in Lombardia stanno valutando”. Al presidio ospedaliero di Crema, al momento, il ricorso alle esternalizzazioni non è ancora stato oggetto di discussione. È stata, invece, esternalizzata la gestione dell'ospedale di comunità di Rivolta d'Adda.
Welfare aziendale
Guardando al nuovo contratto, Bonvissuto lamenta anche il fatto che, pur venendo contemplate necessarie azioni di welfare aziendale, di fatto non siano state previste risorse aggiuntive: “speriamo in un cambio di passo nel prossimo rinnovo contrattuale. Il welfare aziendale non è un gioco: si tratta di condizioni agevolate di vita per i lavoratori ed i loro familiari. Ad esempio, un costo calmierato degli affitti o dei trasporti o ancora un ristoro per il pagamento delle utenze”. Focalizzando lo sguardo su Crema, “uno dei pochi presidi ospedalieri a livello regionale a non essere dotato di una mensa interna, mi limito a dire che oggi con il buono pasto di 7 euro chi si rivolge agli esercizi convenzionati diversi dalla mensa esterna, si trova a dover consumare un pranzo risicato o a dover pagare di tasca propria. Con gli aumenti del costo delle materie prime che ci sono stati negli ultimi anni è necessario adeguare il contributo ad almeno 10 euro. L'ultima finanziaria lo ha previsto per il privato, non per il pubblico. Questa è una delle richieste che Uil rivolge al governo, alla regione e anche all'Asst di Crema, vista la peculiare mancanza in ospedale di una mensa interna”.
Adeguamento del buono pasto
“Parleremo del tema al prossimo tavolo sindacale” assicura Rosario Miccichè, segretario aziendale Uil e coordinatore Rsu. “Chiederemo con forza l'adeguamento dei buoni pasto”. Il prossimo incontro sindacale sarà il primo dopo un po'. “La nostra richiesta è del 6 febbraio, siamo arrivati al 15 aprile. L'azienda sta allungando i tempi, vista l'impossibilità di tutte le sigle sindacali a riunirsi nello stesso giorno, ma non è necessario che siano tutte presenti: basta che vi sia la maggioranza. Abbiamo inviato diversi solleciti, i temi urgenti da trattare sono tanti: reperibilità, carenza d'organico, piano formativo. Questo ultimo è stato, di recente, adottato, senza la diffusione dell'informativa ai sindacati. Da questo punto di vista, l'azienda sta tenendo un comportamento non corretto con la componente sindacale, dal quale prendiamo le distanze. Ci confronteremo il prossimo 15 aprile”.
Malessere generalizzato
In linea con le altre sigle sindacali, anche la Uil conferma “una sensazione di malessere generalizzato dei dipendenti, connessa al livello organizzativo periferico”. Come far fronte a questo? “Migliorando le condizioni di welfare. Si parlava di nido, di foresteria, di mensa, ma ad oggi la direzione non ha fornito ai sindacati alcun aggiornamento in merito. Noi crediamo comunque che la strada sia quella giusta. È necessario assicurare ai dipendenti servizi per il benessere aziendale, affitti calmierati, flessibilità e migliore conciliazione lavoro famiglia”. Quanto al reclutamento di nuovo personale per far fronte alla carenza d'organico, “gli incentivi regionali dati all'Asst di Crema non bastano, rispetto a quelli date ad altre aziende”.