
Ricavi per 21,87 milioni di euro, in crescita del 3.3 per cento rispetto al 2024 ed un avanzo di gestione di 70.457 euro, quasi quadruplicato rispetto all'anno precedente. Sono questi i principali numeri che emergono dal rendiconto 2025 della Fondazione benefattori cremaschi, presentato ieri in conferenza stampa dal presidente Gianni Risari. Con lui anche il direttore generale Annalisa Mazzoleni e il vicepresidente Mario Tagliaferri. La crescita dei ricavi è stata sostenuta dall'incremento della produzione sociosanitaria, dai contratti di scopo con Ats per i servizi domiciliari, dalla piena occupazione del patrimonio immobiliare destinato alla locazione e dal progressivo sviluppo delle attività in solvenza e dei servizi integrativi. Particolare rilevanza hanno assunto gli investimenti sul patrimonio e sulla sostenibilità ambientale. Si sono infatti conclusi gli interventi realizzati attraverso il Superbonus 110 per cento, per un valore complessivo stimato di oltre 55 milioni di euro. Gli interventi hanno consentito il miglioramento delle prestazioni energetiche delle strutture, con il passaggio dalla classe energetica D alla classe B e una riduzione dei consumi energetici pari al 13 per cento, traducendosi in un risparmio di circa 150 mila euro annui.
Progetti e patrimonio immobiliare
Parallelamente la fondazione ha proseguito il percorso di valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare attraverso nuove locazioni, interventi di riqualificazione e l'avvio di progettualità finanziate dal Pnrr dedicate agli ambiti della disabilità, dell'abitare sociale e del sostegno alle persone anziane. Sul piano dei servizi, il 2025 ha visto il consolidamento delle attività sociosanitarie, l'introduzione di nuove tecnologie per la riabilitazione e la sicurezza degli ospiti, il rafforzamento dell'integrazione sociosanitaria con il territorio e una costante attenzione alla qualità della presa in carico delle persone fragili.
Risorse umane
Particolare attenzione è stata riservata al capitale umano. A fine 2025 si contavano 419 persone impegnate quotidianamente nelle attività assistenziali, sanitarie e amministrative, di cui 348 dipendenti e 71 professionisti collaboratori. Sono state realizzate oltre 4.100 ore di formazione e introdotte nuove misure di welfare aziendale e valorizzazione professionale attraverso un innovativo accordo integrativo che entrerà a pieno regime nel 2026.
Nuovi sviluppi
L'anno in corso vedrà anche la definitiva attivazione del complesso dell'ex Misericordia, destinato a diventare un vero e proprio ecosistema di coesione sociale capace di integrare risposte sanitarie, sociali, educative e abitative. Il progetto più significativo riguarda la definitiva attivazione del complesso dell'ex Misericordia, destinato a diventare un vero e proprio ecosistema di coesione sociale capace di integrare risposte sanitarie, sociali, educative e abitative. All'interno degli spazi troveranno sede nuove progettualità dedicate all'housing first e all'accoglienza temporanea di persone in condizioni di fragilità abitativa; il progetto Casa amica, che proporrà forme innovative di abitare sociale e intergenerazionale; il nuovo polo salute e benessere quale poliambulatorio per tutti con percorsi di prevenzione, riabilitazione e specialistica; lo sportello anziani quale punto unico di accesso e orientamento ai servizi territoriali; una palestra dedicata alla riabilitazione e all'attività motoria adattata; oltre a spazi polifunzionali aperti alla cittadinanza e al mondo associativo.
Investimenti
Sul fronte sociosanitario è inoltre previsto il potenziamento dell'offerta rsa attraverso l'ampliamento dei posti letto in solvenza presso la sede di via Kennedy, con un nuovo polo per 12 posti letto. Complessivamente sono in programma investimenti per oltre 600 mila euro in arredi, tecnologie e apparecchiature sanitarie, accompagnati da ulteriori interventi di digitalizzazione, cybersicurezza e innovazione organizzativa. La direzione strategica rimane quella di costruire un modello di welfare territoriale sempre più integrato, sostenibile e vicino alle persone, capace di mettere in relazione assistenza, salute, abitare, inclusione sociale e partecipazione della comunità.
Buon risultato
Come sottolinea il presidente Gianni Risari: “il consiglio di amministrazione ha lavorato di comune accordo con la direzione generale e le direzioni sanitaria ed amministrativa ed i loro collaboratori, mettendo a disposizione competenze e sensibilità. Ciò è stato il presupposto per avviare un approfondito esame dell’organizzazione dell’intera azienda con lo scopo di adeguare organizzazione e professionalità ai cambiamenti tecnologici e normativi in atto. Certamente la trasformazione da onlus ad ente del Terzo settore, con la stesura del nuovo statuto, è stata tra le novità più rilevanti. Fondazione benefattori cremaschi diventa così un ente del tutto autonomo da altre amministrazioni, pubbliche e private, pur svolgendo, al pari con esse, un servizio pubblico a favore del bene comune. Il bilancio 2025 chiude con un avanzo di esercizio di 70 mila euro. Un buon risultato, ma ancora sussistono incertezze dovute a variabili non dipendenti da noi (stanziamenti regionali, costi delle materie prime, rinnovi contrattuali). Si rende quindi necessario il sostegno dei cremaschi: benefattori, donatori, volontari, per rendere sempre più solida la situazione finanziaria ed ampia la rappresentanza sociale di Fondazione benefattori cremaschi, così da garantire, per l’oggi e per il domani, la vita di questo nostro patrimonio secolare da mettere a reddito per ampliare l’offerta di servizi”.