Si è svolto, giovedì 3 aprile, presso la Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, il primo incontro istituzionale dedicato all’avvio del percorso per la costituzione di una zona di innovazione e sviluppo per la filiera agroalimentare della Lombardia orientale. L’iniziativa si inserisce nel quadro del percorso condiviso promosso dalle province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, che hanno espresso la volontà di costruire una candidatura unitaria fondata su una visione di area vasta. L’obiettivo è dare vita a un ecosistema interprovinciale capace di integrare imprese, università, istituzioni e società civile, rafforzando il posizionamento competitivo del territorio sui mercati nazionali e internazionali. I territori coinvolti rappresentano uno dei principali poli agroalimentari del paese: nelle quattro province si concentra circa il 70 per cento della produzione agroalimentare lombarda e un export pari a oltre 3,24 miliardi di euro annui, equivalente a circa un terzo del totale lombardo. Un sistema produttivo articolato che coinvolge migliaia di imprese agricole, cooperative, aziende di trasformazione e realtà industriali di rilievo internazionale.
Sfida di regione Lombardia
In questo contesto, la scelta di avviare il percorso sulla Zis per l’agroalimentare, accogliendo la sfida ambiziosa lanciata da regione Lombardia, con una focalizzazione iniziale sui comparti lattiero-caseario e suinicolo, risponde a una logica precisa: si tratta infatti di filiere strategiche per il territorio, sia in termini di valore economico sia per il loro peso nella struttura produttiva locale. Questi comparti rappresentano eccellenze riconosciute a livello globale, ma sono al contempo esposti a sfide rilevanti legate alla sostenibilità ambientale, alla competitività internazionale, all’innovazione di processo e alla tracciabilità. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, università, associazioni di categoria e attori economici dei territori, chiamati a contribuire alla costruzione di un progetto condiviso. I lavori, coordinati da Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, hanno evidenziato come la Zis non rappresenti un progetto chiuso, bensì uno strumento di politica industriale territoriale finalizzato ad attivare un ecosistema dell’innovazione.
L’intervento del presidente Mariani
In questo quadro, sono intervenuti anche Luciano Baresi, prorettore del polo territoriale di Cremona del politecnico di Milano, Davide Del Curto, prorettore del polo territoriale di Mantova del politecnico di Milano, Lorenzo Morelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Gianni Gilioli dell’università degli Studi di Brescia e Michela Minero dell’Università degli Studi di Milano – sede di Lodi, Dipartimento di medicina veterinaria, che hanno evidenziato il contributo del sistema universitario nella valorizzazione delle vocazioni territoriali e nello sviluppo dell’ecosistema Zis. “La Zis rappresenta un passaggio strategico per il futuro della nostra economia territoriale - ha dichiarato il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani - solo attraverso una visione condivisa e una collaborazione strutturata tra istituzioni, università e sistema produttivo possiamo affrontare le grandi trasformazioni in atto nell’agroalimentare, dalla sostenibilità alla transizione digitale. La scelta delle quattro province di lavorare insieme è un segnale politico forte e un’opportunità concreta per rafforzare la competitività della Lombardia orientale. Siamo orgogliosi di ospitare a Cremona, anche geograficamente collocata nel cuore nella Lombardia Orientale, i lavori per la costruzione della Zis”.