02-05-2021 ore 17:03 | Economia - Aziende
di Claudia Cerioli

Vaccini: la Chromavis pronta alla gestione in azienda, ma mancano le dosi e il via libera

Il 7 aprile il Governo ha siglato un protocollo d’intesa con le dirigenze e i sindacati, per dare il via libera alle vaccinazioni nelle aziende. Questo per quanti volessero somministrare il vaccino ai propri dipendenti. La distribuzione delle dosi sarebbe in capo alle Regioni, così come la dotazione degli strumenti necessari all’inoculazione, mentre tutto il resto del servizio, medico e infermieristico sarebbe compito di ogni singola azienda. Teoricamente, il progetto sarebbe dovuto partire a maggio, tuttavia resta l’incognita sull’arrivo di un numero sufficiente di vaccini per soddisfare eventuali richieste da parte delle aziende. Soprattutto si sarebbe fatta leva sul ‘Johnson&Johnson’ che non ha bisogno di temperature di conservazione speciali ed è di una sola dose. Per il momento, tuttavia, il siero della compagnia americana è stato sospeso, quindi si devono attendere nuovi sviluppi. Detto questo partiamo con la nostra inchiesta, tra alcune delle principali aziende del Cremasco, per sapere se sono tra quelle che hanno fatto o faranno richiesta per poter vaccinare i dipendenti.

 

 

Collaborazione con partner locali

La Chromavis di Offanengo ha manifestato da tempo all’Associazione Industriali  interessamento per poter dare un contributo alla campagna vaccinale sul territorio. Ora sta verificando con il supporto del delegato alla sicurezza, risorse umane e del medico competente i requisiti esplicitati nel protocollo per potersi attivare in tal senso. Questo attraverso la collaborazione di partner locali con il quale erogare il servizio in loco. Vi è ad oggi molta incertezza su tempistiche in cui saranno resi disponibili i vaccini. Questo rende ad oggi molto tuttora molto incerta la reale fattibilità di questa attività, nonostante la disponibilità aziendale. La pandemia ha creato non pochi problemi sia dal punto di vista sanitario che economico. Tutti in maniera diversa, ne hanno risentito. Anche la Chromavis ha dovuto gestire le conseguenze della pandemia sulla domanda dei clienti che ha comportato slittamenti di calendario e revisioni di quantità degli ordini in relazione anche ai paesi di distribuzione e al modello di business, con una maggiore penalizzazione dei clienti meno orientati all’online. Il contesto di incertezza e scarsa visibilità di pianificazione si è tramutato in un’inevitabile sfida da parte dell’azienda a diventare più flessibili, a sforzarsi di adottare sempre più un approccio da start up.

 

Lavoro a misura di cliente

L’industria ha visto saltare il modello internazionale delle fiere che permetteva una “linea di fuoco” importante e ricorsiva di incontro con i clienti e presentazione dell’innovazione.  In questo contesto l’obiettivo ora è quello di lavorare in modo sempre più mirato sui clienti anche in termini di proposizione dei nostri nuovi sviluppi,  trasformando il one - to - one in un’opportunità. I clienti sono in gran parte in smart working e hanno richieste crescenti in termini di black list e bisogno di proposte customizzate . Questa è la direzione: massima personalizzazione, flessibilità e capacità di far sognare anche in remoto, semplificando e digitalizzando la comunicazione. Per Chromavis un punto di forza è anche quello di poter contare su di un network produttivo e di innovazione internazionale che sempre più creerà sinergie ed efficienze con il grande network del gruppo Fareva di cui fa parte. Questo per essere più flessibili e vicini al cliente.

 

Nuovo atelier

Il 2021 si è inoltre aperto con il lancio di un progetto straordinario, l’Atelier di Chromavis.  Atelier è una sorta di “boutique sartoriale” del make up, un luogo esclusivo in Chromavis dove il cliente può creare e personalizzare il prodotto per arrivare sul mercato in piccoli quantitativi e in tempi velocissimi, un punto di forza riassunto nel claim “Atelier: driven by you”. In perfetta coerenza con l’approccio start-up di Chromavis, veloce, digitale, creativo, Atelier rappresenta una rivoluzione del settore, uno spazio esclusivo ed immersivo unico nel suo genere dove il cliente può creare sia un prodotto che una linea di make up in un giorno, portandola sul mercato in circa tre settimane … tempi davvero rivoluzionari per il settore, che Chromavis è in grado di offrire. Sicuramente i modelli di consumo del cosmetico non saranno più gli stessi, sia in termini di approccio e fruizione delle novità che di mix delle categorie consumate. Lo skincare sarà sempre più trainante anche sulla fertilizzazione del colore e l’accelerazione digitale sarà sempre più spinta. Il driver della naturalità e clean è divenuto centrale ormai da anni e si sposa con la volontà dell’industria di perseguire nuovi e più sfidanti obiettivi di elevata performance, insieme all’abilità di cogliere trend che arrivano dal basso e localmente per diventare rapidamente rilevanti ed influenzare mercati lontani da quelli dove si sono generati. Come creatori di makeup l’azienda punta sempre anche sull’effetto batticuore, quella capacità di far emozionare un consumatore grazie a straordinari effetti visivi e tocchi inaspettati, investendo in nuove tecnologie.

 

I dipendenti

Le ripercussioni della pandemia a livello economico hanno conseguenze anche sulla forza lavoro. Per Chromavis  attualmente è difficile fare delle previsioni di ripresa certe a livello globale. Tuttavia, sebbene con  qualche  revisione di timing e spesso previsioni di lancio più conservative che in passato, la progettualità non si è fermata e questo è un indicatore positivo della volontà del comparto di restare dinamico e non rinunciare all’innovazione. Quando la ripresa subirà un’accelerazione più decisa sarà pronta ad avere una forte reattività e capacità di fare scale up in tempi brevi.

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