01-07-2014 ore 21:03 | Economia - Aziende
di Andrea Galvani

SCRP, "il bilancio impone un cambio di rotta". Debito pari a 24 milioni di euro, in dismissione il teleriscaldamento ed il Biofor. Per il terzo anno nessun dividendo

A livello centrale, le aziende partecipate dello Stato, tra le 5 mila e le 7.500, sono 'costate' allo Stato 26 miliardi di euro nel solo 2013. Cerchiamo quindi di capire la situazione a livello Cremasco. Evidenzia un indebitamento significativo, pari a 24 milioni di euro, il bilancio di SCRP, la società cremasca reti e patrimonio partecipata da 52 Comuni dell’area cremasca approvato la scorsa settimana nell’assemblea dei sindaci.

 

Il comitato ristretto

Il comitato ristretto del consiglio di amministrazione di Scrp spa è formato da 11 sindaci, 7 sei quali sono cambiati durante la recente tornata elettorale: oltre a Stefania Bonaldi (Crema), Doriano Aiolfi (Bagnolo Cremasco), Francesco Pedretti (Soncino), Paolo Riccaboni (Spino d'Adda), già presenti, sono stati confermati 'per continuità' i sindaci dei Comuni già membri del Comitato, ovvero Giovanni Calderara (Agnadello), Giovanni Rossoni (Offanengo), Maria Luise Polig (Pandino), Luca Guerini (Ripalta Guerina), Attilio Polla (Romanengo), Paolo Signoroni (Dovera), Pietro Fiori (Castelleone).

 

Niente dividendi

L'utile ammonta a 197.753,44 euro, decisamente in crescita rispetto ai 116.450,36 euro del 2011 e ai risicatissimi 45.307,21 euro dello scorso anno. Per il terzo anno consecutivo, comunque, non vengono distribuiti dividendi. Il capitale investito netto è di 79,573 milioni di euro (debiti finanziari pari a 43,804 milioni di euro), l'anno prima era di 82.912 euro, con debiti per 47.276 milioni.

 

Partecipazioni e settori di competenza

Scrp detiene il 90% di Consorzio.it, il 50% del Bio for srl, il 65% di Scs spa (che partecipa Linea Group per il 9,047%), il 65% di Scs servizi locali srl, che a sua volta detiene il 52% della Scca srl. Scrp opera in vari settori: ciclo idrico, ambiente, energie rinnovabili, infrastrutture e tecnologie sovra comunali, informatica pubblica amministrazione. Se negli ultimi casi la redditività è nulla e si scontano i tempi di pagamento dei soci, nel settore ambiente "la redditività è in riduzione", diretta conseguenza del "calo dei prezzi sul mercato elettrico e dei rifiuti".

 

L'equilibrio economico ed il cash flow

"La redditività ed i flussi di cassa generati dai vari investimenti fatti nel tempo – si legge nella relazione di bilancio - mantengono l'equilibrio economico e del cash flow della società, sostenendo in modo reciproco gli investimenti e le attività svolte a favore dei comuni dalle società controllate". La vendita dei servizi di teleriscaldamento, fotovoltaico e l'impianto Biofor, "potrà generare capitale ma annullerà il reddito ed i flussi di cassa corrispondenti rendendo il sistema instabile" nel caso gli altri settori non confermassero i rispettivi risultati.

 

Rafforzare il sistema

Per questo quanto ricavato dalle dismissioni "deve essere investito in nuovi progetti" che porteranno nuove risorse "per rafforzare il sistema economico-finanziario e patrimoniale di Scrp, consentendole di proseguire nella propria opera di investimenti per lo sviluppo del territorio".

 

Biofor ed il rifiuto solido urbano

Passiamo agli assets industriali. L'impianto Biofor di Castelleone lavora rifiuti FORSU, ovvero Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano e rifiuti dell'agro industria della provincia di Cremona e delle province limitrofe è stato realizzato e gestito da Scrp, che ne detiene il 50%, mentre la quota restante appartiene ad una società di agricoltori. L'utile netto è passato da 39.318 euro del 2012 ai 42.050 euro del 2013, "utile in linea con i piano industriale approvato dai soci". Nel corso dell'anno è iniziato il processo di dismissione della partecipazione e stando alla relazione al bilancio, "sono in fase avanzata le negoziazioni degli accordi con i soci privati".

 

Scca, ovvero il teleriscaldamento a Crema

La società che ha realizzato e gestisce il teleriscaldamento a Crema nel 2013 "ha raggiunto gli obiettivi del business plan" per quanto riguarda vendita del calore e produzione di energia, che però ha un prezzo "particolarmente penalizzante". Aggravano il bilancio – negativo per 273.961 euro, nel 2012 era positivo per 85.473 euro – i costi di manutenzione, l'indeducibilità di una quota di interessi dei mutui. Anche in questo caso, "è stato avviato il percorso di messa in vendita della partecipazione".

 

Scs spa ed Scs Servizi Locali

Scs spa, trasformata in Srl con amministrazione congiunta dei soci Scrp e Cremasca Servizi, ha eliminato costi per 40 mila euro l'anno, distribuendo ai soci gli utili, passati da 762.324 euro del 2012 a 448.595 euro del 2013. Dopo il corposo progetto di riorganizzazione, Scs servizi locali nel 2013 ha registrato un utile di 40.466 euro, mentre nel 2012 scontava un passivo di 144.812 euro. Nel 2014 l'amministratore è la persona giuridica Scrp, attualmente "sono in corso le procedure per la dismissione mediante valorizzazione dei vari rami aziendali".

 

Consorzio.it e l'aggregazione dei servizi

Consorzio.it è la società informatica e cartografie territoriali dei comuni cremaschi. Il bilancio è passato dall'utile 2012 per 19.097 euro ad un passivo 2013 pari a 31.375 euro, scontando "l'importante riduzione della capacità di spesa da parte dei comuni e del cambio del modello di business". Le linee di sviluppo prevedono la creazione di strumenti informatici sovra comunali e la centralizzazione degli applicativi dei Comuni nel centro servizi territoriali di Scrp, accompagnando i Comuni nel processo di costruzione degli strumenti per erogare i servizi comunali in forma aggregata.

 

Il cambio di rotta

La situazione debitoria  è piuttosto significa e come sottolinea Stefania Bonaldi "la società deve necessariamente intraprendere un cambio di rotta per il quale, già da un anno, i sindaci si sono impegnati". L'obiettivo non è certo semplice e può essere raggiunto con "la condivisione e il coinvolgimento dei nuovi primi cittadini" nella realizzazione di "un piano che prevede la dismissione e ricollocazione di servizi ed assets finora gestiti al fine di generare risorse per i grandi investimenti sovra comunali".

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