31-01-2024 ore 15:05 | Cultura - Crema
di Giulia Tosoni

Re.Qu. L'incontro con Matteo Lancini: 'quando i genitori narcisisti soffocano le emozioni dei figli'

“Quando vedete i vostri figli smettetela di chiedere loro com’è andata a scuola, chiedete invece: come stai? Oggi hai pensato al suicidio? Cosa hai visto su TikTok? Cosa hai pubblicato sui social?”, queste le parole usate da Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e presidente della fondazione Minotauro per aprire l’incontro di lunedì 29 gennaio organizzato dal consultorio Insieme e dalla cooperativa sociale Igea che rientra nel progetto Reti di quartieri (Re.Qu). Nella sala del centro di aggregazione giovanile san Luigi genitori, insegnanti e educatori hanno ascoltato lo specialista che ha offerto punti di riflessione partendo dal suo libro Sii te stesso – Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta.

 

Il soffocamento delle emozioni

Lancini ha cercato di demolire certi pensieri educativi, ormai radicati e impiantati, che partono più dai bisogni degli adulti che da quello che vivono davvero gli adolescenti. Secondo la sua teoria, molte fragilità dei giovani di oggi sono il segno dell’incapacità degli adulti di ascoltarli davvero, specie per quanto riguarda le emozioni più scomode. “I genitori ascoltano solo quello che vogliono sentirsi dire: bandiscono emozioni quali rabbia, frustrazione, senso di fallimento che gli adolescenti quotidianamente provano ma che sono troppo difficili da accogliere e gestire. L’angoscia degli adolescenti - ha spiegato Lancini - viene silenziata, messa a tacere perché gli adulti non sono in grado di gestirla. Questa trova però altri canali di espressione, riversandosi, nella maggior parte dei casi, sul corpo. Da qui l’aumento esponenziale di problematiche psicologiche che sfociano in disturbi o in vere e proprie patologie come i tentati suicidi, l’autolesionismo, i disturbi alimentari e le dipendenze”. 

 

Il genitore narcisista

Durante l’incontro Lancini ha tracciato un’analisi della famiglia odierna, a partire dall’evoluzione subita nel tempo e del profilo tipico dell’adolescente che ci vive. Dalla famiglia patriarcale, tradizionale e normativa del “devi obbedire”, si è passati alla famiglia narcisistica, affettiva e relazionale, dove tutto deve favorire l’espressività del bambino. “Oggi siamo nell’epoca della famiglia post-narcisistica, dissociata, in cui non si chiede più ai giovani di rispondere alle aspettative dei genitori ma si pretende che siano se stessi nel modo in cui li vogliono gli adulti: ingabbiati in una presunta libertà a cui loro spesso si adeguano. Gli adulti invadono la mente dei ragazzi senza davvero ascoltare ciò che provano. I ragazzi vivono in uno stato d’ansia perenne e generalizzato, scaricato poi in disturbi psicosomatici e ritiri sociali per l’impossibilità di comunicare con il mondo adulto”, ha continuato nella sua analisi.

 

Verso l’educazione emotiva

“La vera sfida – ha concluso Lancini - della quarta epoca dell’evoluzione famigliare, dopo la post-narcisistica, potrebbe essere quella di costruire una società in cui si ascoltano davvero le emozioni degli adolescenti. Una società avente alla base l’alfabetizzazione emotiva, nella quale tutte le emozioni, anche le più difficili e scomode, possano essere espresse invece che represse e messe a tacere. Una società basata sull’ascolto e sulla relazione”. Veruska Stanga, direttrice del consultorio Insieme, al termine dell’incontro ha chiesto alle persone presenti di compilare un questionario per raccogliere, in forma anonima, bisogni e desideri della comunità educante. Il questionario servirà per attivare dei laboratori rivolti agli adulti che vogliono far parte del progetto Re.Qu.

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