Un inno al femminismo gentile. Quello che non urla, ma si afferma con la delicatezza di un petalo di margherita, la tenacia di un fiore che cresce anche in mezzo al cemento e resiste alle intemperie della vita. Un percorso di rinascita, a partire da una casa, la Mariconda, che è scrigno di magia, di bellezza autentica, del coraggio di ripartire dopo il silenzio dell'abbandono, della paura, delle strade smarrite, del timore di scegliere. “Perché serve perdersi per rinascere più forti”. Questo, in estrema sintesi, è Le margherite sanno aspettare, il nuovo libro della scrittrice cremasca Roberta Schira, edito da Garzanti, dopo il grande successo di I fiori hanno sempre ragione. Un romanzo che raccoglie la voce di cinque donne diverse, per età, temperamento, aspettative, sogni, unite dal filo della sorellanza, dell'amicizia e da una casa che in ogni angolo è luogo del pensiero e custode di segreti che cambieranno la loro vita. È stato presentato ieri sera nel corso di una conviviale dal titolo Voci di donne, organizzata da Rotary cremasco san Marco, Soroptimist Crema, Banca Mediolanum, Accademia Upgrade, Club 41 Crema, Cantina san Michele (Azienda agricola Danesi) e Banca Bcc di Lodi. A fare da cornice il ristorante Atelier di Crema, guidato dallo chef Emanuele Giono.
Solidarietà femminile
A dialogare con Roberta Schira è stata Rachele Donati De Conti. Alla serata hanno preso parte anche Paola Samanni e Veronica Grazioli del Soroptimist Crema, Claudia Gentile di Banca Mediolanum, la pittrice Alessandra Zilioli e la vocal coach Debora Tundo. Da giornalista e scrittrice enogastronomica affermata, Schira si è fatta largo nella narrativa “donando voce alle donne, per aiutarle a sbocciare. Ho scritto loro che non devono avere paura di sbocciare, anche se io in passato ho avuto paura. La solidarietà femminile è un sentimento prezioso e potente, ma difficilissimo da coltivare. Nei contesti lavorativi, soprattutto”.
Spesso ha la meglio la competizione malata, “accade non di rado che la paura di essere scalzate, ovvero la fragilità di ciascuna di noi, sia d'ostacolo a sentimenti di amicizia autentica. Dobbiamo imparare ad essere amiche a farci le trecce dopo esserci tirate i capelli e a completarci, forti delle nostre reciproche diversità”.
Riflessioni sulla violenza di genere
Nelle pagine di Schira vi è spazio anche per profonde riflessioni sui temi della violenza domestica, di quella psicologica e fisica. “Li ho conosciuti da vicino, grazie al contatto diretto con alcune donne vittime. Ed ho compreso che spesso ciò che alle donne manca è uno spazio per pensare, per riflettere, per metabolizzare la paura ed il vissuto. E poi ripartire. Un luogo così per me esiste ed è in Liguria, sul mare. Mariconda è una casa reale”. Un luogo, ma non solo un luogo. È la protagonista di queste pagine. È il teatro di una rinascita. Della rinascita di ciascuna di noi. È lo spazio dove il femminismo gentile acquisisce la forza della consapevolezza e si fa strada a partire da un manuale. Diciotto consigli, o meglio perle, per plasmare un futuro all'altezza dei sogni di ognuna di noi. Ché spesso la distanza tra i sogni e la realtà ha la misura del coraggio. Di quel coraggio che non è assenza di paura, ma desiderio di provarci, nonostante le ferite, abbracciando le ferite, “perché ogni ferita può trasformarsi in seme”. La serata si è conclusa con la consegna da parte dell'artista Zilioli di un quadro in dono all'autrice. Plauso alla Schira anche da parte della consulente finanziaria Claudia Gentile: “aiuto le donne a trovare la loro strada, la loro indipendenza economica. Grazie a questa serata torneremo tutte a casa con una parola in più nel cuore”.