30-01-2021 ore 19:25 | Cultura - Itinerari
di Sara Valle

'Fratelli tutti', l'enciclica di Papa Francesco spiegata ai giovani: 'sogna un nuovo mondo'

Fratellanza, amicizia, cambiamento. Si riassume in questi tre concetti lo spirito dell'enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti. Il testo è stato presentato dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini nel corso della rassegna culturale Sentieri letterari nella contemporaneità, voluta dagli uffici scolastici territoriali di Cremona e Sondrio. Con lui Antonio Spadaro, giornalista e direttore della rivista La civiltà cattolica, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di sant'Egidio e docente dell’Università Roma Tre, Luigi Fiorentino, capo gabinetto del Ministro dell'istruzione, Salvatore Rosario Pasquariello, prefetto di Sondrio e Fabio Molinari, dirigente Ust Sondrio e Cremona. L'incontro è stato moderato dal giornalista Riccardo Maruti.

 

Un nuovo inizio

Con questo testo – ha spiegato Delpini – Papa Bergoglio, nel suo ottavo anno di pontificato “rompe la tradizione e intende fornire un umile apporto alla riflessione per un nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale”. L'invito è ad ascoltare “l’umanità come un gemito” e a riconoscere la fraternità “come elemento condiviso da diverse culture”. Un messaggio questo, che resiste al tempo e vive anche oggi in un “mondo malato”. Come spiega Antonio Spadaro “lo stesso papa ha scritto che capire cosa Dio ci sta dicendo diventa anche una sfida per la missione della Chiesa. Il papa parla di un pianeta gravemente malato a causa di un'economia che mira solo al profitto e di egoismi nazionali. La pandemia ha smascherato le nostre false sicurezze, sulle quali abbiamo costruito agende, progetti e priorità. Per questo motivo non saremo chiamati a ripartire ma a ricominciare, serve un nuovo inizio. La prima immagine che emerge è quella di una barca in tempesta sulla quale tutti siamo chiamati a remare insieme. La tempesta diventa il luogo ideale in cui scoprire la fraternità. Fratelli tutti è un'enciclica che offre un filo rosso per riconfigurare un mondo che oggi sembra andare a pezzi”.

 

La dimensione politica e sociale della fede

Un documento che in molti leggono anche come espressione di una dimensione politica della fede, un testo che non si rivolge solo ai credenti. “Il riconoscimento della fratellanza - ha osservato Spadaro - implica che siamo tutti cittadini con uguali diritti e doveri. C’è un progetto di società in questa enciclica: non fa politica ma non prende nemmeno congedo dalla dimensione umana e sociale della politica. Il Papa pone un discorso molto attuale: il multilateralismo. Non possiamo più pensare a noi stessi come singolo paese, dobbiamo concepirci come famiglia umana. Non si giustifica più l’economia senza la politica. Papa Bergoglio chiede un cambio di prospettiva radicale a tutti i livelli, una nuova architettura del mondo e delle relazioni”.

 

Chiesa come popolo

Emerge dal testo la concezione di una Chiesa che “si fa popolo”, dialoga e diviene strumento di pace. Non impone, ma condivide. Secondo Impagliazzo, l'enciclica è “ l’inizio di un processo, utile per immaginare visioni di futuro, così scarse in tempi come i nostri” piene di pace di fronte all'attuale guerra altrui. “Cosa possiamo fare di fronte alla guerra? Rassegnarci a una pace non possibile, rassegnarci alla guerra degli altri? In fondo siamo tutti connessi: a pagare, anche se in modo più o meno doloroso, siamo tutti”. Su tutti grava la responsabilità “non come ideologia prefabbricata o calata dall’alto, ma come presa in carico perché nessuno è inutile, nessuno è superfluo”.

 

Inclusione e buoni esempi

Sulla stessa linea d'onda Luigi Fiorentino, per il quale “l'enciclica affronta tematiche attuali al fine di riportare in auge l'importanza della dimensione sociale soprattutto per i giovani”. Salvatore Rosario Pasquariello, prefetto di Sondrio, ha invece ricordato don Roberto Malgesini, il religioso ucciso nel 2020 a Como da una delle persone che assisteva. Pasquariello ha letto la motivazione del conferimento della medaglia d'oro al merito civile individuando in quei pensieri “la sostanza dell’essere uomo e donna oggi, al di là del Cristianesimo, che aiuta a esaltare le nostre virtù umane. Il nostro è un mondo in cui vengono radicalizzate le differenze: il papa ci sollecita ad
abbandonare questo dualismo polarizzato a favore di un nuovo inizio”. Secondo Molinari il testo focalizza l'attenzione anche sul tema dell'inclusione delle fragilità, “un obiettivo importante dell'azione scolastica, talvolta molto difficile da garantire soprattutto in alcuni complicati contesti”.

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