29-12-2022 ore 18:54 | Cultura - Proiezioni
di Paolo Emilio Solzi

I valori di Avatar 2 sono Dea, Patria e Famiglia

Parafrasando una nota pubblicità, per guardare Avatar 2 un buono smartphone non basta. Visto su un tablet potrebbe essere divertente, ma non vi impressionerà più di tanto. Su un televisore gigante, be’, ci siamo quasi. Solo l’irresistibile fascino del grande schermo potrà offrirvi quell’esperienza immersiva negli oceani di Pandora che state cercando. Avatar 2 è come Top Gun Maverick: se non l’hai visto al cinema (possibilmente in 3D) non l’hai visto davvero. Tredici anni dopo Avatar, la regia di James Cameron torna a regalarci uno spettacolo senza precedenti.

 

Citazioni e musiche

La figlia del capo tribù dell’Acqua, una sorta di giovane sirena, esce dal mare in maniera seducente imitando Ursula Andress in Licenza di Uccidere. Altre scene ricordano la battaglia subacquea di Thunderball, il villaggio incendiato di Cannibal Holocaust, i barili della caccia allo Squalo di Steven Spielberg, fino all’autocitazione cameroniana dell’affondamento del Titanic. La colonna sonora di Simon Franglen ripropone le melodie del primo Avatar in onore di James Horner, precipitato in California nel 2015 con il suo aereo Short Tucano.

 

Dea, Patria e Famiglia

Nel 2009 Avatar fu criticato per la debolezza e la prevedibilità della trama. Anche Avatar 2 è un balsamo per gli occhi piuttosto povero di contenuti. Il punto di forza dell’opera restano gli effetti visivi, non certo una storia originale, personaggi iconici o frasi che entrano nella cultura pop. Con una buona dose di retorica, vengono abbozzati tutti i totem della sinistra americana: ambientalismo, animalismo, inclusività, pacifismo, anticapitalismo. Gli unici valori che Avatar 2 trasmette sono Dea, Patria e soprattutto Famiglia. Eywa è la dea madre. Pandora è la terra incontaminata dei Na’vi. Famiglia è una parola che sentiamo ripetere più volte che in Fast and Furious.

 

Hasta la vista, baby

Nel complesso Avatar 2 intrattiene: tre ore di film scorrono senza annoiare. A differenza di alcuni recenti cinefumetti, non è solo un polpettone di politicamente corretto. Tuttavia a Hollywood è molto di moda rappresentare la civiltà occidentale come responsabile di tutti i mali della Terra (e perfino di altri pianeti). Anche nella saga di Avatar i cattivi sono dei Marines statunitensi bianchi, guerrafondai e colonizzatori. Ovunque vadano uccidono nativi e animali, saccheggiano le risorse naturali, distruggono per sadico divertimento. Un film patinato come Avatar 2 riceverà gli applausi dei più giovani. Per chi è cresciuto con i filmoni machisti degli anni Ottanta, il capolavoro di James Cameron non è l’adolescenziale Avatar o lo strappalacrime Titanic, ma resterà per sempre Terminator. Al dimenticabilissimo “Io ti vedo” noi continueremo a preferire tormentoni cult come “Vieni con me se vuoi vivere”, “Sei tu terminato” e “Hasta la vista, baby”.

 

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