29-01-2026 ore 10:25 | Cultura - Incontri
di Elena De Maestri

Esperienze che segnano tutta la vita. Memoria: alla scoperta del diario di ‘nonno Alfredo’

In occasione delle celebrazioni per la giornata della Memoria, si è tenuto nella sala polifunzionale di Moscazzano l'incontro Il diario di Nonno Alfredo-Un moscazzanese al fronte. L'iniziativa, promossa dalla biblioteca comunale, è nata dalla scoperta di alcuni scritti e cimeli della seconda guerra mondiale da parte della famiglia di Alfredo Marchesini, scomparso negli anni '90, ma militare italiano che, dopo l'armistizio del 1943, è stato catturato dai tedeschi e deportato nel campo di Brüx (nell'attuale Repubblica Ceca), ai lavori forzati. Il figlio Valentino e la nuora Daniela hanno conservato un piccolo diario, nel quale Alfredo ha registrato, giorno per giorno, tutte le tappe del viaggio che lo hanno portato dalla cattura (in Grecia, a Nauplia) fino al campo in cui è stato rinchiuso per circa un mese, dal 2 Ottobre al 3 Novembre 1943 (o almeno a questa data si fermano gli scritti).

 

La sua avventura in Europa

I famigliari, insieme alla consigliera alla cultura Greta Mariani e alla bibliotecaria Rossana Riboli hanno letto stralci del diario di 'Nonno Alfredo' e ricostruito su una mappa geografica del 1943 e di oggi il viaggio, che lo ha portato ad attraversare Grecia, Bulgaria, Serbia, Croazia, Ungheria, Austria, Germania, Boemia Moravia (poi Cecoslovacchia e oggi Repubblica Ceca). Inoltre, grazie alle note di Alfredo, è stato possibile ricostruire quali fossero le regole del campo, i ritmi di lavoro e persino le cene consumate o saltate giorno dopo giorno, i nomi e la provenienza degli altri deportati e tante curiosità. I cimeli e le testimonianze, come la sua placchetta militare, le fotografie, i buoni pasto e il denaro del campo (di fatto dei voucher cartacei, per evitare la fuga dei prigionieri con contanti in tasca), altre lire e banconote greche dell'epoca, la corrispondenza con la famiglia, le licenze al tempo della leva, il diploma d'onore negli anni '80, come riconoscimento al combattente per la libertà d'Italia e internato militare non collaborazionista (a firma dell'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini e presidente del Consiglio Giovanni Spadolini) e tanto altro hanno arricchito una serata molto partecipata.

 

Esperienze che segnano

Alfredo è tornato poi a casa e si è costruito un futuro, mai dimenticando però quelle esperienze e riuscendo anche a ricongiungersi in tarda età con un vecchio commilitone. E nella giornata della memoria, si è pensato a un modo locale e particolare per ricordare la vicenda di un moscazzanese e, allo stesso tempo, quelle di tutti coloro che si sono trovati a vivere uno dei capitoli più duri e tragici della storia.