28-11-2020 ore 16:20 | Cultura - Crema
di Claudia Cerioli

Pippo Crotti dirige giovani attrici cremasche in monologhi contro la violenza sulle donne

Stop alla violenza sulle donne pronunciato da un gruppo di ragazze adolescenti risuona forte e deciso. Nelle loro parole c’è la consapevolezza di non essere un oggetto nelle mani di un uomo. Ed è proprio da questa consapevolezza, di essere uniche e inimitabili, che è nata la performance per dire basta alla violenza di genere. Guidate dal regista Pippo Crotti, sei ragazze del gruppo di recitazione Piccole Attrici Crescono si sono cimentate in monologhi nella giornata internazionale contro i femminicidi. Sono sei interpretazioni, una al giorno, fino a domenica 29 novembre, disponibili sul canale YouTube PC Acting Lab.

 

Disparità di genere

Per ora sono visibili tre performance: quella di Asia, di Michela e di Valentina. Quello di Asia si intitola: “mi piacerebbe essere un uomo”. Al centro il divario sociale ed economico, purtroppo ancora esistente per certi versi, tra l’uomo e la donna. Una disparità che si traduce, a volte, in trattamenti differenti al lavoro, nei ruoli come nello stipendio o nella società, nella quale la donna viene spesso vista ancora come colei che deve badare unicamente alla casa e alla famiglia. Senza diritti, ma con tanti doveri. Poi subentrano casi in cui la violenza si subisce. Si cerca di chiedere aiuto, ma non si viene ascoltate. Per tempo. E dove ci si chiede, in casi estremi, perché non sono state sostenute nel momento del bisogno?

 

I tipi di violenza

Michela recita il monologo “gelo”. Analizza le diverse sfaccettature della violenza: fisica, psicologica, emotiva. Si cala nella parte di una donna abusata fisicamente, che teme di dirlo in famiglia. Mente. Per vergogna. Per pudore. La violenza si trasmette attraverso numerosi canali. Bisogna avere il coraggio di interrompere questo flusso e denunciare. Anche se le cicatrici nell’anima non si rimargineranno con facilità. Michela pone un’altra domanda: perché una donna non può andare in giro vestita e truccata come vuole, senza per questo suscitare gli istinti morbosi di certi uomini?

 

Il senso di colpa

Poi c’è Valentina che affronta un tema delicatissimo: il senso di colpa che molte donne si sentono per le violenze subite. Il titolo è la risposta a questo atroce dubbio: “non è stata colpa mia”. È stata colpa del carnefice che non mi ha rispettata. Inizialmente è facile incolpare se stesse. La consapevolezza di altro però bussa alla coscienza e rende la donna capace, a volte, di ribaltare la situazione. Sono in programma, nei prossimi giorni, altri monologhi che possono davvero aiutare persone vittime di abusi.

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