28-04-2023 ore 14:14 | Cultura - Proiezioni
di Paolo Emilio Solzi

L’Esorcista del Papa, Russell Crowe interpreta il famoso e controverso Gabriele Amorth

Chi avrebbe mai immaginato che un giorno Russell Crowe avrebbe interpretato Gabriele Amorth? Incredibile ma vero: L’Esorcista del Papa è un film liberamente tratto dai libri di memorie di Amorth Un Esorcista Racconta e Nuovi Racconti di un Esorcista. Il film si apre con una citazione del celebre presbitero: “Quando deridiamo il Diavolo e affermiamo che non esiste, è allora che egli è più felice”. Impossibile non pensare a Charles Baudelaire, che scrive nella XXIX prosa dello Spleen di Parigi: “La beffa più geniale del Diavolo è avervi convinto che lui non esiste”.

 

Un esorcista controverso

Nato nel 1925 a Modena da una famiglia profondamente cattolica, a diciotto anni Amorth si univa ai partigiani della Brigata Italia (periodo che vediamo in alcuni flashback del film). Dal 1986 fino alla sua morte nel 2016 è stato esorcista della diocesi di Roma. Sosteneva di aver effettuato cinquantamila esorcismi prima del 2000 (con una media di oltre 9,5 al giorno), ma credeva di essersi trovato di fronte ad autentiche possessioni solo un centinaio di volte, liquidando il resto come malattie mentali. Amorth interveniva spesso nel dibattito pubblico con dichiarazioni molto criticate: la televisione e i preservativi erano, secondo lui, inventanti da Satana. Sempre a suo dire, certi personaggi della politica o dello spettacolo, fra cui Maurizio Crozza, agivano sotto l’influenza del Maligno; l’omosessualità, lo yoga e perfino i libri su Harry Potter avevano natura demoniaca. Ricordiamo le sue invettive contro la festa di Halloween: un osanna al Diavolo, il quale, se viene “adorato anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona”.

 

La versione cinematografica

Il personaggio di Crowe è piuttosto diverso, un po’ macchiettistico. Gioviale e piacione, malgrado i chili di troppo, il barbone bianco e i due decenni passati dai tempi del Gladiatore. Gigione, ammiccante e simpaticamente insolente, fa “cucù” alle giovani suore e perfino ai suoi superiori in Vaticano. Non perde occasione per pubblicizzare i suoi libri, che “sono belli”. Gira per Roma e viaggia fino in Spagna in sella a una Lambretta (sulla quale spicca lo stemma del cavallino Ferrari), con un mantello da prete svolazzante simile a quelli dei supereroi. Anche il protagonista dell’Esorcista del Papa ritiene che quasi tutte le presunte possessioni demoniache non siano altro che malattie mentali, curabili dagli psichiatri. Tuttavia lotta contro le nuove tendenze della Chiesa, che sembra non credere più al Diavolo come entità realmente esistente, ma solo come simbolo o figura allegorica (la stessa visione dei “satanisti razionalisti”, seguaci di Anton LaVey). L’Esorcista del Papa è ambientato alla fine degli anni Ottanta, dunque l’imprecisato Pontefice interpretato da Franco Nero corrisponde a Giovanni Paolo II.

 

Satira o vero horror?

Il film inizia con una scena che richiama Il Signor Diavolo di Pupi Avati; prosegue con varie citazioni dell’Esorcista di William Friedkin, di John Constantine con Keanu Reeves e di Nightmare di Wes Craven. La seconda parte assume toni cospirazionisti da Codice da Vinci e si conclude con sequenze che ricordano The Nun. Anche il demone di turno assomiglia per stile e potenza a Valak. Asmodeus, signore della cupidigia, dell’ira, della discordia e della vendetta (nonché, per alcuni, il serpente che ingannò Eva), era già conosciuto dai babilonesi. L’avevamo già visto apparire sul grande schermo – in maniera un tantino diversa – nella commedia Mia Moglie è una Strega con Renato Pozzetto. L’Esorcista del Papa non si prende mai troppo sul serio. Forse non è nemmeno un vero horror, ma piuttosto una satira dei film sugli esorcismi che segue i canoni dell’horror. Ad esempio, cominciare ad ascoltare musica metal è uno dei primi e più inequivocabili sintomi di possessione diabolica (il più classico dei cliché). Se siete dei veterani dell’orrore, di sicuro L’Esorcista del Papa non vi intimorirà. E anche se siete dei neofiti, è probabile che usciate dal cinema più divertiti che spaventati.

 

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