27-03-2026 ore 14:24 | Cultura - Incontri
di Denise Nosotti

Galilei, Munari e Sraffa: 300 studenti hanno discusso di 'Umanità al bivio, sapiens e hi tech'

Gli istituti secondari di secondo grado Galilei, Munari e Sraffa stamattina al multisala Porta nova hanno incontrato Benito Melchionna, procuratore emerito della Repubblica di Crema e discusso del tema del suo ultimo libro: Umanità al bivio. Dal sapiens all’hi-tech. L’iniziativa è stata  patrocinata dal comune cittadino e proposta in collaborazione con l’Ipa, l'international police association di Crema, presieduta da Vincenzo Perotti. Hanno partecipato circa 300 studenti con i rispettivi insegnanti e con i dirigenti scolastici Paola Orini (Galilei), Paolo Carbone (Sraffa) e Simone Fermi Berto (Munari). Il service tecnico è stato seguito da Luca Secchi del Galilei. L’incontro si è aperto con l’inno d’Italia a cui ha fatto seguito la presentazione del progetto da parte di Perotti che ha ringraziato i rappresentanti Ipa presenti: Gaetano Marchetti, Francesco Jeraci, Silvia Cariati e Giovanni Mattia Perotti.

 

 

Confronto e dialogo

“Il libro - ha dichiarato Perotti - è occasione per mettere a confronto i giovani e parlare di intelligenza artificiale, o high tech, in rapporto ai valori di legalità. Tra gli obiettivi c’è infatti la prevenzione della trasgressività”. “Non dobbiamo girarci dall’altra parte - ha aggiunto Melchionna, in dialogo con gli studenti - dobbiamo partecipare alla costruzione di un noi solidale che invita alla comunicazione libera evitando la manipolazione del pensiero. Il futuro è vostro e sta a voi imboccare la strada giusta, quella cioè del neoumanesimo con il rinnovarsi della dignità dell’io al centro dell’esistenza. Non bisogna cedere alla minaccia priva di coscienza”.

 

Giustizia come valore imprescindibile

Alcuni studenti sono intervenuto nel dibattito con osservazioni e commenti dei temi affrontati nel volume tra cui la geopolitica, l’economia e la giustizia come valore imprescindibile”. Nel suo intervento, la dirigente Orini ha posto l’accento sull’importanza di affrontare l’intelligenza artificiale con umanità. ‘La storia ha avuto un’evoluzione grande e accelerata nel tempo. L’umanità passa attraverso la cultura che preserva dal cadere in un eccessivo dominio tecnologico”.

 

Cultura dell’oggi

Il dirigente Carbone ha evidenziato un punto fondamentale: ‘l’uso della tecnologia come mezzo e non come scopo. Le fonti vanno valutate, sempre. La cultura è unica e non prescinde dalle nuove tecnologie”. Fermi Berto ha ricordato l’11 settembre 2001, l’attacco alle torre gemelle, quando si è iniziato a parlare di tecnologia in maniera più insistente, anche legata alla sicurezza. ‘Quello dell’intelligenza artificiale è un argomento che si riproporrà sempre e la nostra cultura deve imparare a ragionare sulle questioni dell’oggi’.