27-03-2023 ore 20:34 | Cultura - Proiezioni
di Paolo Emilio Solzi

John Wick 4, la possibile conclusione della saga dedicata al killer interpretato da Keanu Reeves

Volevate che tornasse? L’Uomo Nero è tornato! Ma non stiamo parlando di un film horror. John Wick (interpretato da Keanu Reeves) non è esattamente l’Uomo Nero: “era quello che mandavi a uccidere l’Uomo Nero”. È concentrazione pura, grande combattività, impegno totale e volontà ferrea. Secondo la leggenda, ha accoppato tre uomini in un bar con una matita, e i racconti che lo riguardano sono stati per lo meno annacquati. Nei film dell’orrore, ogni boogeyman che si rispetti viene introdotto da una filastrocca che ne fa percepire la presenza minacciosa. Pensiamo alle nenie su Michael Myers in Halloween, Freddy Krueger in Nightmare, Mary Shaw in Dead Silence. Anche Wick, conosciuto dagli altri killer come Баба-яга (Baba Jaga), ha la sua filastrocca, cantata in russo dall’antagonista Viggo Tarasov: “Il bimbo prima o poi nel sonno cadrà e l’Uomo Nero a prenderlo verrà. Più vicino si farà, attraverso la palude arriverà. L’Uomo Nero di nuovo tornerà e un bimbo cattivo via porterà”. Tuttavia, più che l’Uomo Nero, sarebbe corretto chiamarlo l’Uomo in Nero, poiché Wick indossa l’abituale completo scuro con camicia antracite e imbottitura “tattica” (l’avanguardia dell’antiproiettile).

 

Quattro film di culto, una buona troupe cinematografica

La saga dedicata al sicario newyorkese di origini bielorusse Jardani Jovanovich, soprannominato John Wick, è giunta al quarto capitolo. Agli episodi precedenti hanno partecipato attori quali Willem Dafoe, Laurence Fishburne, Ian McShane, Peter Stormare, Michael Nyqvist, Anjelica Huston, Halle Berry, Franco Nero, Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini. In John Wick 4 si aggiungono artisti marziali del calibro di Donnie Yen e Marko Zaror, oltre a un carismatico Bill Skarsgård nei panni del cattivo principale. Le musiche sono sempre di Tyler Bates e Joel J. Richard (nel primo film spiccava la canzone Killing Strangers di Marilyn Manson). La regia dello stuntman Chad Stahelski, già controfigura di Keanu Reeves in Matrix, al solito è molto raffinata. Il mix elegantissimo di luci, specchi e scenografie sfavillanti avvicina visivamente la saga di John Wick alle atmosfere di The Neon Demon. I combattimenti corpo a corpo sono coreografati alla perfezione da Stahelski. I lunghi piani sequenza e il montaggio non troppo frenetico rendono l’azione comprensibile per gli spettatori.

 

Dai western a Matrix, passando per James Bond

Il successo di John Wick si deve soprattutto al mélange di stili diversi. Stahelski ha dichiarato di ispirarsi a registi come John Woo e Sergio Leone: varie scene evocano i film western, sia per le inquadrature che per l’accompagnamento musicale. Alcuni rimandi a Matrix sono palesi, ad esempio il primo piano sulla sveglia di Keanu Reeves. Neo e Wick pronunciano la stessa frase: “Armi, tante armi”. Chi non ha pensato a Morpheus guardando Laurence Fishburne? La Gran Tavola (il vertice della malavita globale che governa il mondo) assomiglia alla Spectre. L’automobile di James Bond è una Aston Martin DB5 del 1964; Wick guida una Ford Mustang Boss 429 del 1969. Il primo beve sempre un Vodka Martini, il secondo allevia il dolore con un Bourbon. In John Wick 4 vediamo una partita di poker che ricorda Casino Royale. I due personaggi presentano però notevoli differenze: Wick è appassionato di cani, non è un donnaiolo e resta fedele alla moglie defunta. È un esperto di armi da fuoco, coltelli e arti marziali, che si destreggia con katana e nunchaku.

 

Possibili scenari per il futuro di Baba Jaga

John Wick 4 non ha deluso le aspettative dei fans. L’episodio precedente aveva un po’ esagerato, sia nella durata che nei toni da videogioco. Stavolta due ore e quaranta minuti scorrono piacevolmente, con azione e dialoghi meglio bilanciati e una trama meno ridotta all’osso. Magnifico l’omaggio alla speaker radiofonica dei Guerrieri della Notte. In passato non mancava il gusto per le citazioni latine: Wick ha tatuato sulla schiena il motto Fortis fortuna adiuvat; il direttore dell’hotel Continental pronunciava la locuzione Si vis pacem, para bellum. In John Wick 4, che in parte si svolge in Giappone, abbondano le massime di saggezza orientali: “Il pazzo parla, il codardo tace, ma l’uomo saggio ascolta”, “Una morte serena arriva solo dopo una vita serena”. Non siamo certi che questo sia davvero il capitolo conclusivo, ma la scena dopo i titoli di coda lascia intendere che la saga potrebbe continuare con nuovi personaggi. A breve dovrebbe uscire anche lo spin-off Ballerina con Ana de Armas (ambientato fra John Wick 3 e John Wick 4), che farà luce sulle origini di Jardani Jovanovich. Dopo che il protagonista è stato investito da numerose automobili senza conseguenze, è sopravvissuto a un’infinità di pallottole, coltellate e perfino alla caduta da un grattacielo, non ci stupiremmo di vederlo tornare. Proprio come un Michael Myers, un vero Uomo Nero della migliore tradizione horror.

 

 

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