26-04-2024 ore 19:18 | Cultura - Musica
di Paolo Emilio Solzi

Alla Folcioni un concerto d’organo di Alessandro Lupo Pasini in memoria di Carlo Sforza Francia

“Non c’è separazione definitiva finché esiste il ricordo”. Alessandro Lupo Pasini, coordinatore didattico del civico istituto musicale Luigi Folcioni, ha aperto con queste parole di Isabelle Allende il concerto d’organo in memoria di Carlo Sforza Francia da Cadestellano (1923-2022), figlio di Marinella Terni de’ Gregorj e nipote di Winifred Terni de’ Gregorj. Un talento multiforme: eccellente musicista, botanico appassionato di piante rare, raffinato studioso di latino e greco antico. Concluse le scuole, il maestro Francia si è dedicato alla musica sacra e barocca (che convenzionalmente inizia nel 1600 e finisce nel 1750, l’anno della morte di Bach). L’organo smontabile e trasportabile su un furgone – che oggi possiamo ammirare in una saletta del teatro San Domenico a Crema –, appositamente costruito, gli ha permesso di esibirsi in Italia, Svizzera, Lussemburgo, Belgio, Germania e Cecoslovacchia. Francia ha piantato alberi rari e imponenti, che dopo tanti anni svettano ancora nei cieli di Crema: lo stupendo Ginkgo Biloba in piazza Aldo Moro (che d’autunno incornicia di giallo dorato la statua del re Vittorio Emanuele II), il Bagolaro davanti all’ufficio postale del centro storico, l’altissima Magnolia nel primo chiostro del museo Sant’Agostino.

 

Bach, 400 chilometri a piedi

La serata di beneficenza, organizzata dall’associazione assistenza disabili Ginevra Terni de’ Gregorj, si è svolta nel salone dei concerti della vecchia sede del Folcioni. Il concerto è stato introdotto dalla cantante Debora Tundo, da Irene Formaggia (in rappresentanza della famiglia Terni), dall’assessore alla cultura Giorgio Cardile e da Maurizio Cigolini, presidente della suddetta associazione. Il maestro Lupo Pasini, seduto al cospetto del maestoso organo del salone (per l’occasione illuminato in maniera patriottica di verde, bianco e rosso), ha esordito con il famoso Adagio in sol minore di Tomaso Albinoni, che inevitabilmente strappa sempre un sorriso ai fans di Aldo, Giovanni e Giacomo. Carlo Sforza Francia apriva spesso i suoi concerti con quest’opera, che amava moltissimo. Il secondo brano è stato il Preludio, fuga e ciaccona in do maggiore di Dietrich Buxtehude (1637-1707). Quest’ultimo, ha spiegato Lupo Pasini, è stato uno dei maestri di Johann Sebastian Bach, il quale da ventenne percorse 400 chilometri a piedi per sentirlo suonare e chiedergli di impartirgli qualche lezione. In che modo? Non certo presentandosi al musicista con il cappello in mano, ma risuonandogli a memoria l’intero concerto al quale Bach aveva assistito. Un bel modo di farsi notare per un giovane allievo promettente! Buxtehude ovviamente accettò…

 

Liszt, il diavolo della tastiera

A seguire, Lupo Pasini ha suonato due opere di Bach: la trascrizione per organo di un concerto per oboe ed archi di Alessandro Marcello e la celeberrima Toccata e fuga in re minore. L’esibizione si è conclusa con la Crocifixion di Marcel Dupré, organista di Notre-Dame che aveva trascritto alcune sue improvvisazioni natalizie piuttosto riuscite, e con la Fantasia e fuga sul nome Bach del pianista ungherese Franz Liszt (1811-1886), grande innovatore e amante del virtuosismo più estremo (come ben sa chi ha studiato pianoforte, o più semplicemente chi ha visto il film Shine). Liszt non era solo un genio musicale, un diavolo della tastiera: aveva anche il senso dell’umorismo. Infatti la composizione si basa su quattro note, ripetute all’inizio come basso ostinato: si bemolle, la, do, si, che in tedesco sono indicate rispettivamente con le lettere B, A, C, H. Alla fine, dopo parecchi minuti di applausi (non proprio i fatidici 92, ma comunque molti), Lupo Pasini ha eseguito come bis la Fuga in sol maggiore di Bach, un brano particolare e più leggero dei precedenti. Carlo Sforza Francia è stato un personaggio poliedrico, come Leonardo Da Vinci. E proprio di quest’ultimo, secondo Lupo Pasini, è la frase che campeggia in alto sulle pareti tutt’attorno al salone dei concerti del Folcioni: “Di misura e d’armonia ha bisogno tutta la vita dell’uomo”. Lupo Pasini auspica che dall’anno prossimo, in quello stesso salone, venga istituito un concorso internazionale d’organo dedicato a Francia. Qualcosa di simile al già esistente Bottesini Basso Festival, che riguarda il contrabbasso.

 

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