È partito dagli esordi personali, datati 1979, e dagli articoli scritti per il giornale La provincia di Cremona per arrivare, tra musica e parole, all'età in cui è fondamentale invecchiare con filosofia. Beppe Severgnini ha aperto la serata, lo scorso 21 ottobre, leggendo l'attacco del suo ultimo libro, "Socrate, Agata e il Futuro", portando virtualmente il pubblico direttamente all'aeroporto di Olbia, in Sardegna. Con lui un gruppo musicale, quello degli White Socks Quintet, che col potere delle note ha dato ritmo all'ironia della narrazione. Parole che hanno strappato frequentemente applausi e sorrisi da parte del numerosissimo pubblico presente nell'incantevole cornice del Ponchielli di Cremona. Ospite per la prima volta del prestigioso teatro, Beppe Severgnini ha presentato il gruppo composto da musicisti toscani che definisce "ospiti di una rsa in libera uscita guariti grazie al potere della musica". Senza copione, solo un canovaccio per una serata, una delle tante all'interno di un lungo tour, veramente imprevedibile. Musicisti a parte, Beppe appare solo in scena, ma in realtà è su un palco molto affollato. Con lui ci sono le sue origini, il nonno di Offanengo, la moglie Ortensia con i loro 40 anni di matrimonio, c'è il figlio Antonio, la città di nascita, Crema, a sfatare almeno in parte la storica diatriba fra le due realtà lombarde. C'è poi una piccola ospite invisibile, ma sempre presente ovvero la nipotina Agata, musa ispiratrice e fonte di energia.
Fra pantofole e disordine
La narrazione corre veloce, intervallata dai pezzi musicali che il giornalista contestualizza narrandone origini e particolarità. C'è, per esempio, l'evergreen Summertime di Gershwin, datata 1935 ovvero la canzone più riprodotta nella storia della musica insieme a Yesterday dei Beatles e c'è Over The Rainbow, pezzo dalle innumerevoli cover. Aneddoti e tanta ironia si susseguono perchè"...diventare vecchi non è uno spasso: tanto vale invecchiare bene". Così Beppe prende spunto dalle pagine del suo ultimo best seller e prosegue con l'elogio della pantofola, con l'edizione 2.0 degli umarell che girano video di fronte ai cantieri, con gli oggetti in scena che evocano nostalgia in chi è nato prima e stupore nei giovani come le musicassette o l'autoradio. Una carrellata di articoli che testimoniano il passare della vita tra feticismo e rottamazione. A salvaguardare la stabilità dei boomers sono necessari i bambini, nipoti propri o altrui. I bimbi sono disordine e lungimiranza, riportano equilibrio.
Sì alla cortesia, no al cinismo
Lo scrittore ha poi illustrato alcuni dei dieci esercizi importantissimi per il cervello che permettono di invecchiare bene e che si ritrovano tra le pagine del libro. Fondamentali antidoti al calo di popolarità e alla perdita di qualifiche professionali sono la generosità e la cortesia. Evitare cinismo e sarcasmo può salvare. Sì al seguitare a porsi domande, no a ritiri e rinunce. È semplicemente necessario "scalare le marce" e fermarsi con la competizione, cambiare prospettiva. Non sono mancati i riferimenti alla storia attuale: "La libertà non è poi così scontata...". Un affollato foyer ha infine accolto Beppe Severgnini tra applausi e strette di mano, dediche e firmacopie sul libro dalla cover tutta rosa, come piace alla piccola Agata.