25-09-2020 ore 19:25 | Cultura - Proiezioni
di Chiara Grossi

Russel Crowe, Caren Pistorius e il giorno sbagliato sulle spalle dell’uomo qualunque

Il giorno sbagliato, film di Derrick Borte e interpretato da Russell Crowe e Caren Pistorius, è il ‘nostro’ giorno sbagliato. La storia è la squilibrata conseguenza di un incontro-scontro verbale tra ‘l’uomo’ e la malcapitata Rachel e di uno scortese gesto di lei, circostanza così comune sulle strade che si percorrono giorno dopo giorno. Entrambi i protagonisti trascinano una vita ordinaria, barcamenandosi tra i mille problemi di ciò che è quotidiano ed è proprio questo che li accomuna e avvicina lo spettatore alla vicenda. Con la testa immersa nei pensieri che si rincorrono fin dal suono della sveglia, ci si muove e ci si divincola nel traffico, spesso restando incastrati, tuttavia nessuno può conoscere ciò che si cela dietro ogni finestrino. Nessuno sa chi è l’uomo in cui ora ci si riflette.

 

La furia della routine

In questo, l’interpretazione di Russell Crowe convince su ogni fronte: la stazza monumentale incute timore ma allo stesso tempo anche una certa strana e svitata tenerezza. Forse perché, tra le imponenti curve del suo corpo, si disegna il peso che la vita di tutti giorni può gettare sulle spalle dell’uomo qualunque che, arrivato al limite della sopportazione, agisce accecato dalla furia opprimente della routine. La miccia della pazzia è stata più volte rappresentata filmicamente attraverso lo stratagemma dell’ingorgo stradale, da Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia così come nel terzo episodio dell’argentino “Storie pazzesche” di Damián Szifrón e naturalmente ‘funziona’. Agisce onestamente su chi osserva, dato che tutti abbiamo perso la calma al volante almeno una volta nella vita.

 

Sfinito e crollato

Nonostante si sia di fronte ad una storia portata all'estremo, paradossalmente, i dialoghi tra i personaggi possono risultare quasi innaturali perché, in fondo, sappiamo che questa vicenda tanto surreale non è. “Il giorno sbagliato”, dunque è il nostro giorno sbagliato, nel quale il suonare iracondi il clacson è lo sfogo necessario; ma non è lo stesso per ‘l’uomo’ che, ormai degenerato, sfinito e crollato sotto le macerie della ragione, non si ferma allo stop. Forse, la prossima volta che al verde la coda non scorre, mi assicurerò che i finestrini siano ben chiusi. Questa recensione è frutto del lavoro dei partecipanti al laboratorio Intrecci+, finanziato da Fondazione Cariplo

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