23-10-2020 ore 11:25 | Cultura - Proiezioni
di Chiara Grossi

Cinema: I Predatori. Castellitto sull’inquieta incertezza del presente e il terrore del futuro

I Predatori, scritto, diretto e interpretato da Pietro Castellitto e con, tra gli altri, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Vinicio Marchioni e Giorgio Montanini, è una fotografia frammentata e fluida dell’assurda, misera realtà di oggi. La storia è quasi indecifrabile talmente è vicina all’obiettivo della macchina da presa. Come vogliono gli occhi giovani e contemporaneamente disillusi del regista, la trama mostra lo scontro sopito tra classi sociali, (intellettualoidi e destrorse) e generazioni passate, presenti e future. La regia, estremamente simmetrica e finemente patinata, trascina lo spettatore nel centro di una narrazione scostante, nel nocciolo vero del racconto intrecciato, intricato. A volte sospeso, altre spremuto e concentrato in sguardi persi, in versi crudi.

 

Impossibile mutamento

Niente è lasciato al caso, nemmeno il profilo controluce di Federico, pronto ad esplodere per poi tornare alla meschina realtà fatta di verità inesistenti, di mancanza di scopo, una realtà nichilista che si trascina verso un cambiamento che mai avverrà. Ebbene, questo è ciò che trasuda da ogni fermo immagine del film, ciò che risuona dal rombo del motore di una macchina di passaggio che non arriva mai. Allo stesso tempo, la pellicola fa tremare le ginocchia, donando un senso di incertezza e agitazione: il bello di tutto ciò è che queste sensazioni che si incollano al nostro corpo terminano nel vuoto, infrangendosi esattamente dove devono, ovvero sull’insensatezza della loro presenza, sull’esperienza del nulla.

 

Il timore del futuro

Probabilmente non è semplice percepire questo limbo per una persona che sta vivendo un’età differente rispetto a quella di Pietro Castellitto e della sua generazione, o forse può essere proprio questo film ad aggiudicarsi il merito di spiegare a tale persona cosa significa veramente svegliarsi ogni giorno chiedendosi perché “il futuro fa più paura della morte”. In qualunque caso, I Predatori altro non è che uno splendido affresco, ai limiti dell’onirico, di ciò che è l’oggi, di ciò che “nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per caso”. I Predatori, al cinema Porta Nova venerdì (ore 20.40), sabato (ore 14.50 e 20.35), domenica (ore 20.35), lunedì (ore 20.40), mercoledì (ore 15.30 e 20.40).

 

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