23-04-2026 ore 20:40 | Cultura - Teatro
di Annamaria Carioni

'Io più te uguale infinito': Crema ricorda Mariangela Torrisi tra arte, cultura e memoria 

Presso il teatro San Domenico mercoledì 22 aprile alle ore 21 l’omaggio a Mariangela Torrisi, scomparsa nell’ottobre 2025, si è aperto con una sensazione condivisa: quella di una presenza viva, quasi tangibile. Per tutta la serata ai numerosi amici e conoscenti intervenuti è sembrato di poterla vedere seduta tra il pubblico, pronta a salire sul palco e a incantare tutti con la sua empatia  e la sua capacità di regalare parole indimenticabili. L'Interludio per un'amica, organizzato ed orchestrato dal marito Luigi Ottoni, si è rivelato ben più di un tributo ad una donna di eccezionale cultura ed eclettica curiosità: i presenti hanno vissuto un’emozione collettiva, che ha trasformato il ricordo in un'esperienza concreta di dialogo e relazione.

 

Il ricordo come rinascita
La serata è stata introdotta dalla professoressa Paola Orini, che ha definito l’evento “un sogno che sembrava irrealizzabile”. Il suo intervento ha dato subito il tono: non una semplice commemorazione, ma un atto di restituzione. Il ricordo, nella sua etimologia più profonda, diventa infatti un modo per far rivivere Mariangela nel cuore della comunità. Ne sono emerse la vasta cultura, la semplicità e una rara empatia, qualità che l’hanno resa figura centrale nella vita culturale cremasca. Nelle parole della dirigente scolastica dell'I.I.S. Galilei il teatro stesso è diventato protagonista del racconto: Mariangela è stata fra le promotrici della sua nascita insieme a Elda Bottoni Cammelli e Angela San Pietro, partecipando anche al primo consiglio di amministrazione della omonima Fondazione. Gli inizi, ricordati con affetto dalla relatrice, sono stati entusiasmanti, ma difficili: mancavano persino gli spazi operativi, ma non la determinazione. 

 

Una serata senza copione
L'attore e regista Luigi Ottoni, visibilmente emozionato e a tratti commosso, ha costruito una serata volutamente libera, quasi misteriosa: nessuna scaletta rigida, ma un fluire di interventi. “Non un evento, ma un passo - ha detto - un percorso condiviso, leggero, ma fondato su legami profondi”. L'uomo, ricordando con un sorriso che lui era conosciuto in città come “il marito di Mariangela” ha poi sottolineato che nel foyer era anche stata allestita una raccolta fondi in favore di UNICEF, come segno concreto. Da questo momento in poi si sono susseguite numerose e toccanti testimonianze di un'esistenza intrecciata alla vita culturale ed artistica della città.

 

Una voce, mille voci
Le voci, che si sono alternate per più di tre ore, hanno restituito una figura sfaccettata e ricca di talenti: Annamaria Piantelli ha ricordato il lavoro con il Centro di Ricerca Galmozzi e il Premio Anna Adelmi, sottolineando la capacità di Mariangela di entrare in relazione autentica con gli altri; Giovanna Barra ha evocato l'attività di critico letterario dell'amica scomparsa nel recensire il suo libro “Nel mondo fantastico di Alberto” e la condivisione di tanti interessi, mentre Paola Cadeddu ha introdotto la performance di danza della sua allieva Anita, in ricordo dell’amore di Mariangela per la danza. La bellezza dell'abside del ex chiesa, di solito nascosta alla vista dai fondali del palcoscenico, ha fatto da struggente ed elegante scenografia all'assolo su musiche del Peer Gynt di Edvard Grieg.

 

Arte e memoria in scena
Dalla danza alla musica, dalla poesia al teatro dialettale, ogni intervento è sembrato riflettere una passione di Mariangela. Le esibizioni della Compagnia del Santuario del compianto Francesco Edallo hanno riportato sul palco memorie storiche e il bel dialetto della tradizione cremasca, mentre il pianista Enrico Tansini ha incarnato il legame profondo con la musica. Non sono mancati richiami a figure come Eugenio Bennato e Leo Brouwer, a testimonianza di un orizzonte culturale ampio e raffinato. Tra i momenti più toccanti, la lettura di una lettera di un’allieva, ritrovata casualmente all'interno del pianoforte, che Mariangela amava suonare: parole semplici, che racchiudono l’essenza dell’insegnamento della dirigente scolastica dell'Istituto Professionale Marazzi. “Io più te uguale infinito” non è solo una formula emotiva, ma il segno di un impatto educativo profondo, capace di lasciare tracce durature nelle persone.

 

Un’eredità culturale viva
Il poeta Alberto Mori, referente del Circolo Poetico Correnti, ha offerto una riflessione sulla poesia come spazio di relazione, ricordando un insegnamento chiave: l’errore non è mai uno sbaglio. Le letture di autori come Wisława Szymborska, Jack Hirschman ed Elio Chizzoli hanno rafforzato il legame tra parola poetica e visione del mondo. Infine, ha chiuso il suo intervento interpretando la sua lirica “Luce solida”. Dalla band di Carlo Schira, che ha rievocato momenti di gioia condivisa sulle note di "Respect" di Aretha Franklin fino alle esibizioni finali con Giovanni Bressanelli ed Elisa Tagliati, la musica ha rappresentato il filo conduttore emotivo. Anche performance più visive, come quella dell'artista di strada Tarinii Ferrari, che ha evocato la magia delle sfere luminose e delle bolle di sapone, hanno contribuito a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e suggestione. 

 

Una presenza che continua a brillare
Il ricordo si è ampliato con l’intervento di Massimo Lori del Circolo Nostalghia di Crema, che ha citato il film “Roma” di Federico Fellini per evocare il senso di appartenenza e di memoria collettiva. La serata si è chiusa con la consapevolezza condivisa che Mariangela non appartiene al passato, ma continua a vivere nella rete di relazioni, passioni e iniziative che ha contribuito a creare.
Più che un omaggio, quello del San Domenico è stato un atto comunitario: la molteplicità degli interventi ha restituito la vivacità culturale di Mariangela Torrisi e l’affetto profondo di chi l’ha conosciuta. In una serata senza copione, ma ricca di verità, è emersa con chiarezza una certezza: alcune presenze non si spengono, anzi continuano a generare movimento, incontro e bellezza.