
Sabato 21 e domenica 22 marzo, in occasione della trentaquattresima edizione delle Giornate Fai di primavera, è stato possibile osservare quella che è conosciuta come la sede della biblioteca comunale di Crema Clara Gallini con uno sguardo diverso, ripercorrendo la storia di palazzo Benzoni. È stato possibile visitare anche l'adiacente chiesa di Santa Maria Stella. L’iniziativa promossa dalla delegazione Fai di Crema, con il patrocinio del comune di Crema, ha permesso a 750 visitatori di scoprire il prestigio della famiglia Benzoni, attraverso la storia di un luogo che è stato capace di adattarsi a funzioni diverse nel corso del tempo: palazzo Benzoni è un raro esempio di edificio storico che conserva la propria monumentalità, pur ricoprendo un ruolo centrale nella vita culturale della città.
Il Fai e la collaborazione con le scuole
Il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), nato nel 1975 con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, apre ogni anno in occasione delle Giornate di Primavera le porte di palazzi e luoghi storici della città. La tutela del patrimonio passa anche attraverso l’istruzione: gli ottimi risultati raggiunti dalle giornate Fai sono stati resi possibili anche grazie alla collaborazione con le scuole. Hanno preso parte all’iniziativa 48 giovani studenti apprendisti ciceroni del liceo scientifico Racchetti da Vinci e del Galilei: hanno guidato i visitatori a piccoli gruppi, alternandosi nelle esposizioni. Al successo dell’iniziativa hanno contribuito anche hostess e steward dell’indirizzo turistico dell'istituto Sraffa accogliendo i visitatori all’ingresso e supervisionando il percorso con professionalità I ragazzi hanno scelto volontariamente di partecipare al progetto extrascolastico, che si configura come esperienza di formazione scuola-lavoro.
“L’obiettivo- commenta il capo delegazione Giorgio Bosco – è far conoscere ai giovani che non hanno mai usufruito della biblioteca come è fatta, di modo che possano usufruirne in futuro, ma anche far conoscere la valenza storica dell'edificio a chi lo frequenta abitualmente”.
Valorizzare una fortuna nascosta
In Italia capita spesso di vivere la quotidianità immersi in luoghi ricchi di storia e arte, senza quasi accorgersene: una fortuna che passa inosservata. Per chi viene da fuori, invece, è impossibile non apprezzare il valore di questi spazi, provando anche un pizzico d’ invidia per la possibilità che abbiamo di poterli vivere ogni giorno. La biblioteca di Crema accoglie quotidianamente un cospicuo numero di visitatori, soprattutto studenti, ma il loro sguardo è quasi sempre basso, rubato dalle parole dei libri, relegando affreschi e stucchi ad una semplice cornice ornamentale. Durante il periodo degli esami e della maturità palazzo Benzoni sembra ritrovare la sua dimensione residenziale, diventando la seconda casa degli studenti. Ironia della sorte: nelle sale dove oggi i giovani si contendono un posto per studiare, quattrocento anni fa si riposava sorseggiando del tè. Le giornate Fai sono state dunque l’occasione per visitatori ed apprendisti ciceroni di osservare la biblioteca con occhi diversi, restituendo a questo ambiente storico l’attenzione che merita.
Un palazzo dalle mille funzioni
Ad aprire il giro delle visite è stato un gruppo di cinque ragazze dell’istituto Galilei attraverso il racconto della storia della famiglia Benzoni nel cortile interno dell’edificio. La struttura risale al 1627. Nel corso dei secoli il palazzo ha cambiato più volte funzione: da Ginnasio nel 1822 alla sede del Partito nazionale fascista nel 1936. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne la sede del tribunale di Crema per oltre quarant’anni, accogliendo successivamente la polizia municipale e la Croce rossa, prima della definitiva trasformazione nel 2002 in biblioteca comunale.
Percorrendo l’ampio scalone a sinistra dell’ingresso, le studentesse hanno posto particolare attenzione alle nicchie che racchiudono le statue in stucco: raffigurano diverse virtù tra cui l'economia, la concordia, la lealtà e la temperanza.
Antichi manoscritti
La visita è proseguita attraversando il piano nobile, oggi sede delle numerose sale della biblioteca. Ricordiamo l’attuale emeroteca, un tempo probabile stanza da letto, che racchiude l’affresco di Diana ed Endimione, gli stucchi delle due sale adiacenti raffiguranti dei cani- passione dei Benzoni- e l’affresco de Il Tempo che scopre la Bellezza. Sollevando lo sguardo nel salone successivo, che è sede di un labirinto di libri, è stato possibile osservare l’affresco di Venere e Crono. Nell’ala più antica del palazzo, contrassegnata dal soffitto a cassettoni quattrocentesco, i visitatori sono rimasti incanti dalla vista di alcuni importanti manoscritti e libri del fondo antico della biblioteca: il più prezioso, un manoscritto della Divina Commedia di Dante risale al ‘300. La visita al piano nobile è terminata nelle tre sale adornate da affreschi: il Trionfo di Diana; il Trionfo di Venere,la rappresentazione della Primavera. L’esposizione delle studentesse è proseguita all’esterno del palazzo per ammirare il portale monumentale incorniciato da telamoni e simboli militari in memoria dell'architetto militare Francesco Tensini. La tappa finale della visita è stata la vicina chiesa di santa Maria Stella, un tempo cappella dell’ospedale degli esposti e dei mendicanti.
