Portare alla luce le parole disperse e versi inesplorati, inediti. É la poesia che mette a nudo l'identità di una città, di una comunità eterogenea e ricca, assemblando tecniche diverse. Questo sarà l'obiettivo di La parola dispersa. Poesia in raccolta, la nuova antologia a cura di Alberto Mori e Franco Gallo edita da Gagio Edizioni con le illustrazioni di Francesco Trabattoni. Il lancio dell'opera è previsto ad aprile. Preordine disponibile online sul sito della casa editrice. Il volume raccoglie testi di Simone Bandirali, Dario Benzi, Gianluca Bissolati, Anna Borghi, Renata Boselli, Diego Capelli, Lina Francesca Casalini Maestri, Ivan Ceruti, Gianfranco Geroldi, Luciana Giovanna Groppelli, Valeria Groppelli., Matteo Gubellini, Gianpaolo Guerini, Clelia Letterini, Chiara Locatelli, Tiziano Ogliari, Graziella Vailati, Ed Warner, Paolo Zignani, Maria Carmen Zoppi. Un viaggio nel tempo e nello spazio tra generazioni, tra analogie, parallelismi, esercizio ludico e sperimentazione, dialetto e suggestione inconscia: così la parola inesistente diventa reale e poi viva, vissuta, perché condivisa, non celata.
Desiderio di scrivere
“Crema – ha detto il curatore Franco Gallo che ha scritto la postfazione – è una città in cui vi è tanta volontà di scrivere. Autori giovani, autori locali, più o meno noti. Persone che hanno lasciato Crema senza mai lasciar andare il legame con un territorio che merita di essere visto e raccontato in lungo e in largo, anche nelle sue emozioni e sensazioni. C'è chi, al termine della vita, ha consegnato un testo. Oggi ricordiamo emozionati Clelia Letterini, c'è chi mai si stanca di sperimentare come Ed Warner e Gianluca Bissolati, chi ha dato ancora una volta lustro al dialetto come Graziella Vailati e Lina Francesca Casalini Maestri.
Ci sono volti noti come Simone Bandirali e Dario Benzi e meno noti come Valeria e Luciana Groppelli. Ci sono grandi ritorni sulla scena pubblica: è il caso di Diego Cappelli e Ivan Ceruti. E poi c'è la preziosa collaborazione con la Pro loco, guidata da Vincenzo Cappelli, che ha reso possibile la promozione”.
Un'antologia
Alberto Mori del circolo Correnti ha raccontato la genesi di questa nuova pubblicazione. “E' nata in tre luoghi: dalla poltrona, al tavolo, al pavimento e poi di nuovo al tavolo. In poltrona ho dato una prima lettura a tutti i testi e mi sono accorto della portata di questo grande patrimonio inedito. Sul tavolo ho attivato un meccanismo mentale per dare forma concreta alla raccolta. Sul pavimento tutto si è disperso. Poi ho ricomposto l'opera ancora sul tavolo. Ne è derivata una suddivisione in cinque sezioni, alcune tematiche, altre no: sogno sentimento e eros, città movimento viaggio, oggetti sensi e suoni, existences e resinstences, dialetti linguaggi scritture. L'ultima sezione in particolare è disomogenea, ma ha una sua complessità, un suo peso. L'opera non è un'antologia come tutte le altre, talvolta l'autore viene svelato alla fine, proprio per fare in modo che il lettore si disperda nelle parole. E poi si ritrovi”. È un'antologia: a Crema non se ne vedeva una dal 1990.
La ricchezza di un territorio
Anche il presidente della Pro loco Vincenzo Cappelli ha elogiato l'importanza del volume: “quando ci è stato proposto il progetto, lo abbiamo accolto con particolare piacere ed entusiasmo. Queste pagine raccontano quanta arte sia celata in questo territorio. Una città che viene descritta e connotata non solo per spazi e per natura, ma anche per tante e diverse sensibilità: rappresentano la vera ricchezza da celebrare e tramandare”.