23-01-2026 ore 20:40 | Cultura - Libri
di Annamaria Carioni

Un libro da abitare: 'Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse', il ricamo di Daniela Martinotti

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 21 gennaio 2026 la Biblioteca Comunale di Crema ha ospitato la presentazione del libro "Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse", opera letteraria di Daniela Martinotti, edita da Capponi editore, che sfugge alle etichette tradizionali e invita il lettore a un’esperienza di attraversamento del tempo, dell’arte e di sé. Non si è trattato di una semplice presentazione, ma di un incontro pensato come uno spazio da “abitare”, accompagnati e giudati da una donna di talento, insegnante di materie letterarie presso il Liceo classico Racchetti- Da Vinci di Crema, madre di un ragazzo ed una ragazza, anch'essi dotati di eccellenti capacità di scrittura. Del resto, come recita un famoso adagio, il buon sangue non mente e chi respira cultura ne viene in qualche modo plasmato.

 

L’accoglienza e il senso della lettura
Dopo il saluto iniziale, il pubblico è stato introdotto al cuore dell’esperienza attraverso due citazioni chiave. La prima, di Umberto Eco, ha ricordato come la lettura sia una forma di “immortalità all’indietro”, capace di moltiplicare le vite vissute e di mettere il lettore in dialogo con epoche, personaggi ed inquietudini lontane, ma ancora profondamente attuali. La seconda, firmata dalla stessa Martinotti e riportata sul retro di copertina del libro, ha definito la curiosità come un atteggiamento trasversale del pensiero, privo di gerarchie: una dichiarazione di poetica che ben riassume lo spirito del libro. In questo orizzonte si è inserito anche il richiamo a Marcel Proust e al suo aforisma “Ogni lettore, leggendo, legge se stesso”. È stata forse questa la chiave più autentica del volume, che non chiede di essere semplicemente compreso, ma vissuto.

 

L’esperienza dei due fuochi
A rendere concreto questo approccio esperienziale è stata una breve attività proposta ai presenti, che l'hanno accolta di buon grado. Su un foglio bianco, ognuno ha tracciato due segni ai lati opposti, associando a ciascuno un aggettivo e il suo contrario, per poi collocarsi idealmente lungo la linea che li univa. Un gesto semplice, privo di risposte giuste o sbagliate, pensato per accendere l’attenzione e preparare a una lettura più attiva e consapevole. Questa esperienza ha introdotto la metafora portante del libro: l’ellisse, che, a differenza del cerchio, governato da un unico centro, vive della tensione tra due fuochi. Daniela Martinotti ha utilizzato questa figura geometrica per interpretare l’esistenza di Michelangelo Buonarroti, artista costantemente sospeso tra poli opposti, e per riflettere sul rapporto non lineare tra passato e presente.

 

Tra storia e introspezione
Durante la presentazione, è emersa la natura multisfaccettata dell’opera: "Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse" prende le mosse da un affresco incompiuto che attraversa diverse epoche storiche, diventando il filo conduttore di una narrazione che intreccia romanzo storico, riflessione artistica e indagine esistenziale. L'autrice ha raccontato con entusiasmo come il progetto si sia trasformato nel tempo, trovando nella figura di Michelangelo e nella metafora dell’ellisse la forma più adatta a contenere questa complessità. E' stato necessario approfondire la vita del sommo artista, recarsi nei luoghi dove ha vissuto, leggere i suoi scritti ed ammirare i suoi capolavori. Il genio di Michelangelo è stato letto attraverso le sue tensioni: materia e spirito, corpo e idea, finitezza umana e aspirazione all’eterno, fede e tormento, creazione e distruzione. Da questo conflitto interiore nasce la sua grandezza, ma anche la sua profonda umanità. Il libro amplia ulteriormente questo dialogo di opposti, mettendo in scena personaggi e percorsi che si riflettono e si richiamano, creando una trama densa, ma accessibile ed accattivante.

 

Uno stile che invita al dialogo
L'autrice ha letto alcuni passi del suo libro, poi è stato dato spazio alle domande e alle curiosità dei presenti: si è innescato un piacevole dibattito, che ha visto interagire un pubblico attento e particolarmente perspicace e propositivo con la scrittrice, che a tratti non ha celato la sua emozione e ha condiviso aneddoti e ricordi personali, collegati in vario modo alla stesura del romanzo. Un ultimo aspetto, emerso durante l’incontro, ha riguardato lo stile di scrittura agile, scorrevole, spesso affidato al dialogo, una scelta che rende il testo avvincente e al tempo stesso capace di accogliere riflessioni profonde senza appesantirle. In questo approccio si è avvertita pienamente l’esperienza di Daniela Martinotti come insegnante, avvezza a trasformare il sapere in relazione e confronto.

 

Il ricamo della vita
L'incontro con l'autrice si è concluso con un'immagine suggestiva e commovente tratta dal libro: ogni persona, nel corso della sua vita, intesse un ricamo prezioso, in cui ogni filo parla di relazioni e legami profondi, di avvenimenti, di desideri e speranze e di molto altro. Quando la vita finisce, quel ricamo rimane intatto, come prova del passaggio terreno di chi non c'è più e come consolazione per chi resta. E' trascorsa un'ora in un baleno: i presenti si sono alzati, visibilmente soddisfatti, si sono complimentati con la professoressa scrittrice, le hanno stretto la mano, hanno acquistato una copia del libro, un libro da leggere, certo, ma soprattutto da abitare.