23-01-2023 ore 19:05 | Cultura - Arte
di Andrea Fontana

Aspettando Crema com X. L’arte di Massimo Giacon: Ettore Sottsass e il mistero degli oggetti

Proseguono gli incontri di avvicinamento alla sesta edizione del Crema.comX (15/16 aprile 2023). Stavolta tocca al grande Massimo Giacon, di recente passato nella rassegna Nuvole a Crema dove presentò lo stupefacente Masticando km di rumore con grande successo. Da pochissimo è uscito Ettore Sottsass e il mistero degli oggetti, riedizione di un suo famoso lavoro.

 

Avendo lavorato fianco a fianco con Sottsass, questi ha influenzato in qualche modo la tua arte? E nel realizzare questo fumetto, hai avuto un particolare approccio con le tavole?

Questo libro è stato costruito in maniera anomala. Ha avuto diversi tempi per la sua gestazione. Inizialmente era partito come progetto per un editore francese, poi abbandonato. Poi ripreso per 24Ore Libri. Doveva essere una serie di libri a fumetti su architetti e designer. Produssero due lavori. Il mio su Sottsass e quello di Akab su Frank Gehry, ma poi la serie si fermò lì. Il mio libro è diventato un piccolo oggettino di culto e quando, sette anni dopo la sua uscita, erano scaduti i diritti, chiesi sempre a 24 Ore libri se erano disposti a fare una nuova edizione . Quando avevo progettato questo libro non avevo un vero e proprio obbiettivo. Tanto che il libro venne costruito senza una sceneggiatura vera e propria. Avevo un canovaccio in testa, e pian piano mentre andavo avanti con le tavole mi venivano delle idee. Quello che non volevo fare era un libro biografico o agiografico. Ho cercato di essere onesto, di raccontare il Sottsass che avevo conosciuto, l’amico che mi a aveva aiutato a capire delle cose, ho cercato di trasmettere il suo pensiero, o per meglio dire come ragionava lui.

 

In questa riedizione molto curata (con una copertina telata bellissima) edita da 24 Ore Cultura cosa troviamo di nuovo?

Ci sono 16 pagine in più, una nuova copertina, una nuova veste redazionale interna, alcune curiosità. In queste 16 pagine in più c’è una riflessione su cosa penserebbe Ettore del design contemporaneo, e due storie vintage, di quando per il mensile TIC (la rivista dei curiosi), alla fine degli anni 80 raccontavo le storie umoristiche dello Studio Compass e le avventure di Achille Compass, ovviamente si capiva di chi parlavo. All’interno delle storie inventate si riverberavano in maniera grottesca le storie e le avventure reali dello studio che conoscevo bene, lavorandoci si da interno (per poco), che da esterno, (per molti anni).

 

Ettore Sottsass (anche attraverso il tuo fumetto) quale insegnamento dà ancora a chi lo scopre o riscopre?

Ho spesso detto che Ettore Sottsass non amava insegnare nulla, non si considerava né un maestro, né un artista. Con molta modestia. Più che altro l’insegnamento l’ho tratto dalle sue conversazioni, da quello che scriveva e dalle riunioni in studio. Ettore, al dirà del materiale usato, dell’estetica dell’oggetto e della tecnologia per produrlo (aspetti che non prendeva assolutamente alla leggera), metteva in primo piano la componente umana: cosa vogliamo trasmettere con questo oggetto al fruitore principale, che non è il critico o lo storico, o il docente universitario, ma la persona che andrà a usarlo? E che tipo di persona è? L’oggetto va bene per lui? In genere sono interrogativi che ci si pone troppo poco.

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