22-01-2024 ore 19:49 | Cultura - Teatro
di Annamaria Carioni

Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano con il nuovo attesissimo show al teatro Ponchielli

Sul palco dell'elegante teatro di Cremona ritornano Massimo Lopez e Tullio Solenghi, i due mattatori della risata, che non perdono la verve e la complicità anche dopo quarant'anni di carriera. Orfani dell'indimenticata compagna di gag e trovate surreali Anna Marchesini, scomparsa il 30 luglio 2016 dopo una lunga malattia, il duo propone uno spettacolo brioso, ritmato, sorprendente, in cui c'è spazio per numeri comici vecchi e nuovi, per le imitazioni, per la buona musica, grazie alla jazz band del maestro Gabriele Comeglio, e anche per un ricordo commosso ed affettuoso dell'amica di sempre.

 

Dove eravamo rimasti

Il titolo dello spettacolo potrebbe essere la frase che si scambiano due amici, che si rivedono dopo un po' di tempo: il tono è colloquiale, innesca immediata familiarità, richiama un prima, che si è in qualche modo condiviso e che crea continuità e legami. Questo vogliono comunicare i due attori, una sorta di patto di amicizia con il pubblico, che li accoglie con gioia, con divertita partecipazione e con affetto, quasi a creare una famiglia allargata. Lopez e Solenghi, davanti al sipario ancora chiuso, dichiarano il collegamento con il precedente spettacolo da record, portato in tournèe con più di trecento repliche, prima della sospensione a causa della pandemia da Covid, e allo stesso tempo materializzano il fil rouge della loro lunga carriera, intesa come un continuum di esperienze, che li ha portati ad essere ciò che sono.

 

Una carriera di risate

L'esordio nel 1982 nella trasmissione radiofonica Helzapoppin su Radio 2 apre al Trio la strada verso numerose apparizioni, sia in teatro che in tv: come non ricordare, fra i tanti successi, il varietà Il tastomatto, trasmesso su Rai 2 nel 1985, dove le parodie dei telegiornali, degli spot pubblicitari e dei telequiz, in voga all'epoca, li fanno conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, così come le comparsate al festival della canzone italiana di Sanremo nel 1986, 1987 e 1989, dove portano irriverenza ed ironia, nelle vesti di improbabili ospiti sul palco dell'Ariston, facendo sfiorare al governo italiano un incidente diplomatico con uno sketch dedicato all'Ayatollah Khomeini. Chi può dimenticare l'esilarante parodia de I promessi sposi, proposta nel 1989 con una miniserie televisiva a puntate, dove i tre mattatori interpretano a modo loro i personaggi di Alessandro Manzoni, riscuotendo enorme consenso da parte del pubblico ed alcune critiche dai cultori di uno dei padri della letteratura italiana.

 

Il sodalizio con il pubblico

Lo spettatore ritrova in questa pièce tutto quello che ama nei suoi beniamini: i due sanno cantare, ballare, recitare, si divertono con i ben noti doppiaggi improbabili, che spesso caratterizzano i loro sketch, sanno imitare in modo ironico e padroneggiano alla perfezione tempi, ritmi e silenzi teatrali. Si inizia con My way di Frank Sinatra, interpretata magistralmente da Massimo e ripetutamente interrotta dalle trovate di Tullio, si passa ad un divertente dialogo fra Lopez- Bergoglio e Solenghi- Mattarella, per approdare all'esilarante lectio magistralis, tenuta da un saccente Lopez- Sgarbi, che trasuda cultura e insulta l'incompetente allievo Solenghi. Spassosa la declamazione della poesia di Giacomo Leopardi A Silvia alla maniera di Vittorio Gassman e poi in svariati dialetti così come il dialogo immaginario tra gli assistenti vocali Alexa e Siri, che spettegolano arrivando a litigare tra loro. Non manca il racconto delle favole politicamente scorrette e la gag del dentista, interamente giocata sui doppisensi, alla moda dell'avanspettacolo di altri tempi.

 

L'omaggio ad Anna Marchesini

“Dentro la tasca di un qualunque mattino ti nasconderei” cantano insieme i due attori, visibilmente commossi, mentre sullo schermo a fondo palco scorrono le foto dell'attrice orvietana. che ha prestato il suo volto, la sua voce inconfondibile e la sua arte a personaggi indimenticabili, come Eva nel paradiso terrestre, la sessuologa Merope Generosa, Lucia Mondella o la Bella Fighejra nella rilettura comica del capolavoro manzoniano. E' uno spazio nostalgico, che si chiude con un applauso che sembra non voler finire mai. Lo spettacolo corre verso il termine, ma c'è tempo per un ultimo regalo: il gustoso dialogo tra Lopez- Maurizio Costanzo e Solenghi- Giampiero Mughini e a seguire  il cavallo di battaglia del dizionario, in cui "preterintenzionale è un sacerdote che lo fa apposta, cerbottana è un cervo femmina di facili costumi e culinaria è un sistema di areazione dei glutei”.

 

Ridere fa bene

Pur essendo diventati famosi come il Trio, i tre comici sono sempre stati tre individualità artistiche ben precise e nel corso della loro lunga carriera si sono spesso cimentati singolarmente. Anche in questo spettacolo, non ci sono un protagonista e una spalla, bensì due personalità istrioniche che si nutrono a vicenda, ciascuna con le proprie caratteristiche ed abilità. I due si passano la palla, in un continuo gioco di rimandi, di provocazioni e di assist comici. Sono la testimonianza vivente di quanto studio, lavoro e passione sottendano un'apparente semplicità ed una leggerezza, che arrivano senza difficoltà allo spettatore, che si rilassa, si diverte, si rasserena. E se come sosteneva G.G. Byron la risata è una medicina a buon mercato, il numeroso pubblico presente non può che ringraziare Lopez e Solenghi, che per novanta minuti hanno regalato benessere a tutti i presenti.

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