22-01-2017 ore 17:01 | Cultura - Musica
di Tiziano Guerini

Crema. Struggente concerto di Aeham Ahmad: "canto il sorriso dei bambini. Siria martoriata dalla guerra per il petrolio"

Il silenzio che avvolge l'auditorium Manenti quando Aeham Ahmad inizia a suonare ed a cantante accompagnato dal suo pianoforte, è carico di attesa e di emozione: suona per la Siria, il suo paese, che vive da anni sotto le bombe ed è martoriato da eccidi e fughe disperate dei suoi abitanti verso il nulla. È per le strade e al campo profughi di Yarmouk alle porte di Damasco, che la sua musica ha iniziato ad essere ispirata per donare un sorriso ed una speranza a chi ormai viveva solo di dolore e di disperazione. Poi nel 2015 arriva l'occupazione dell'Isis; per lui c'e la fuga dal campo profughi, la rotta balcanica e infine la Germania. Ritrova moglie e figli, riprende a suonare ed ora è in tour per l' Italia che l'ha portato sabato 21 gennaio da Amburgo a Crema prima di andare a Venezia.

 

Canto e musica d'oriente

Aeham suona musica classica e musica araba: “La nostra parrocchia del Duomo - spiega il parroco don Emilio Lingiardi - è sempre stata vicina al dramma della Siria, specie a quello che coinvolge i bambini. Ora abbiamo l'occasione con Aeham di sentirne la voce e la musica". E la musica e la voce di Aeham arriva direttamente ai 400 presenti che riempiono l'Auditorium Manenti; un canto che sa di oriente, una musica arabescata e incalzante che descrive un dolore antico fattosi struggente per la difficoltà a sperare nella pace nonostante tutto e tutti.

 

Guerra per il petrolio

“Canto il sorriso dei bimbi di Damasco e di Aleppo” dice Aeham: “canto il nome dei miei vecchi amici di cui non conosco più la sorte, canto le parole scritte per me da un giovane del campo profughi perché le mettessi in musica e che ora è morto ammazzato, canto le canzoni folk vecchie di 300 anni del mio Paese martoriato dove si fa la guerra per il petrolio, non per la religione. Canto per ringraziare l'Europa che ci ha aperto le porte, e non per l'America e la Russia che bombardano la Siria ma non accolgono i profughi”. La solidarietà dei presenti si esprime alla fine unendosi coralmente all'ultima struggente canzone disperata. Poi solo gli applausi.

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