Nonni con bambini, giovani coppie, famiglie al gran completo. Anche quest'anno il presepe dei Sabbioni diviene un ponte generazionale, l'occasione per stare insieme, condividere attimi di una storia che ci appartiene e racconta chi siamo stati. O meglio, chi sono stati i nostri nonni all'inizio del secolo scorso. Ha riaperto i battenti ieri la creazione di Giovanni Alghisio che dal 1989 attrae turisti da tutta Italia e attraverso oltre 300 statue a grandezza naturale e più di 40 ambientazioni diverse racconta e celebra la vita di campagna ed i mestieri di un tempo. Il presepe si estende per oltre tremila metri quadri. Come hanno spiegato Gabriele Pagliari e Jole Lombardini, resterà aperto fino al 18 gennaio. È visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 22.
La vita di un tempo
Un tuffo nel passato, l'occasione per vivere i ricordi tramandati dai più anziani o scoprire la ricchezza della vita povera. “Prima di andare ad abitare a Milano, mio nonno faceva la vita di campagna” racconta un giovane “lo rammentava sempre”. Una famiglia ha fatto tappa a Crema da Belluno, un'altra dalla Sicilia: “non ci aspettavamo di trovare tutta questa bellezza e questa attenzione ai dettagli”. La maestria di Giovanni Alghisio conquista cremaschi e turisti da 36 anni tra una passeggiata, il freddo di dicembre che batte forte e un bicchiere di te caldo o di vin brulé in compagnia. La musica natalizia in sottofondo lascia entrare pienamente nel mood delle feste. Ora, con il presepe dei Sabbioni dalle porte spalancate è davvero Natale. Lasciamoci incantare dall'atmosfera di questo posto magico, ricco di storia, di semplicità, di fatica, di famiglia. E di amore. Buon Natale.