21-02-2024 ore 17:48 | Cultura - Incontri
di Giulia Tosoni

Crema. Quando la scuola si concentra sulla genitorialità. 'Un progetto per creare comunità'

Sostenere la genitorialità, questo è stato il focus del progetto condotto dal pedagogista e formatore in mediazione scolastica, Massimo Lussignoli in collaborazione con il Cpp (Centro psico pedagogico) Daniele Novara e finanziato dall’Associazione Amici del Montessori. Lo specialista, Paolo Nicardi e Francesca Castellari dell’Associazione e Emilia Caravaggio, coordinatrice della scuola dell’infanzia “Casa dei bambini”, nota come Montessori, hanno spiegato alla stampa l’iniziativa svolta.

 

Un progetto per i genitori

“Il consiglio dell’Associazione da anni promuove iniziative per raccogliere fondi destinati alla progettualità della scuola. Lo scorso anno – ha spiegato Paolo Nicardi – è stato deciso di finanziare un progetto dedicato ai genitori. Con l’aiuto di Massimo, abbiamo organizzato nove incontri con 75 genitori dove sono stati abbassati i livelli di ansia”. Il valore del progetto è stato quello di creare una grande collaborazione tra l’Associazione e la scuola, per garantire una cultura dell’infanzia.

 

Fare rete

“Questa è stata l’iniziativa più illuminata dell’Associazione che ha guardato alle famiglie e alle difficoltà dei genitori. Terminati gli incontri è emersa una piccola rete profonda fra le mamme e i papà, una conoscenza più vera e meno superficiale. E questa rete porta un grande beneficio all’esperienza che doniamo ai nostri figli, in quanto genitori”, ha aggiunto Francesca Castellari.

 

Creare comunità

“Nella mia esperienza lavorativa, l’iniziativa è stata una delle pagine più belle sia professionalmente che umanamente perché ho toccato con mano una grande sinergia tra i genitori”, ha commentato Massimo Lussignoli. Nelle nove serate non sono state fatte conferenze, bensì laboratori dove ai genitori è stato chiesto di sostenere delle fatiche che hanno portato all’emergere di questioni ed esperienze personali. “Due sono stati gli obiettivi, prima fra tutti la pluralità delle esperienze. In secondo luogo è stato importante favorire una cifra comunitaria maggiore”, ha concluso il pedagogista.

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