
“Le fotografie non catturano solo un momento, ma l'anima di un'epoca che rifiuta di essere dimenticata”. Seguendo le parole di Sebastião Salgado, a Casaletto Vaprio è possibile intraprendere un viaggio nel tempo, “osservare l’evoluzione tecnologica e sociale di un secolo”, per cercare di “comprendere che la storia non è un concetto astratto, ma un filo continuo che arriva fino a noi”.
Volti, luoghi e storie
Nell'ambito della decima edizione della sagra di san Giorgio, è stata inaugurata la mostra Casaletto com'era. Protagonisti sono “volti, luoghi e storie di un paese che non c’è più”.
La mostra è organizzata dalla commissione cultura di Casaletto Vaprio, Elodia Marazzi e Samuele Zenone in collaborazione con Angelo e Riccardo Massarini. Rappresenta “un viaggio fotografico lungo oltre un secolo alla scoperta del paese e della sua trasformazione nel tempo”.
Oltre 100 anni
In esposizione nella chiesa vecchia fino al 26 aprile oltre 200 fotografie, per un racconto che inizia nel 1912 e raggiunge il 2025, con immagini di oltre trent'anni di Festa dei non più giovani. Come spiegano gli organizzatori “il percorso permette di riconnettersi con le proprie radici, ritrovando nei tratti dei ritratti o nella postura delle mani rugose i lineamenti dei propri nonni, attivando così una memoria emotiva profonda e collettiva. Viene celebrata la "fatica nobile", la sacralità del lavoro manuale dove le mani non sono semplici strumenti, ma custodi di una sapienza millenaria che rischia di svanire. Non si tratta solo di guardare, ma di "ascoltare" ciò che quei volti avevano e hanno ancora da dire”.
