Una ricorrenza speciale e carica di emozioni ha profumato di tradizione la città di Crema. Sabato 18 ottobre, in una splendida giornata di sole autunnale, la Confraternita del Tortello Cremasco, per celebrare il primo decennio di attività, ha organizzato Convivio 2025, un evento culturale e gastronomico di rilievo, aperto a tutti, proponendo un ricco programma tra arte, storia e sapori del territorio: dalla colazione di benvenuto presso la Casa del Pellegrino, alla visita guidata della basilica di Santa Maria della Croce e del centro storico, al momento istituzionale presso il palazzo municipale alla presenza del primo cittadino e delle autorità locali per terminare con un lauto pranzo conviviale presso il ristorante trattoria Rosetta a Capergnanica.
Appassionati a tavola
Davanti a 110 commensali, allegramente vocianti e desiderosi di gustare le eccellenze del territorio, Roberta Schira, Gran Maestro della Confraternita del Tortello Cremasco, ha dato il via ai festeggiamenti con visibile soddisfazione: “Abbiamo fatto conoscere anche fuori dal nostro confine questo prodotto ed era esattamente il nostro compito. Le nostre associazioni sono tutte senza fine di lucro, siamo tutti degli appassionati, che dedicano il proprio tempo libero per questo scopo”. Il microfono è passato nelle mani di Marco Porzio, presidente della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, in veste anche di rappresentante della Confraternita del Gorgonzola di Cameri (Novara): “Rappresentiamo circa 150 associazioni in giro per l'Italia, espressione di quasi tutte le regioni.
Con la nostra opera cerchiamo di salvaguardare e di non disperdere un bagaglio culturale immenso che fa dell'Italia un vero unicum mondiale per la diversità e quantità di prodotti autonomi ed autentici, che non solo cambiano nome da una valle all'altra, ma che sono diversi anche per tradizioni e caratteristiche organolettiche”.
Tra una portata e l'altra
Gli interventi si sono intrecciati con le squisite portate, tra cui il salame nostrano, il salva cremasco e l'immancabile tortello, oggetto di unanimi apprezzamenti e di un enorme applauso, rivolto al proprietario del locale, Carlo Barbaglio. Gradito ospite della conviviale è stato Amilcare Cazzamalli, storico droghiere della città, in esercizio fino al 2006: nel corso dei quasi sessant'anni di attività, a lui si sono rivolte intere generazioni per acquistare gli ingredienti dei tortelli nelle giuste quantità. Allo stesso tavolo d'onore, hanno trovato posto anche i sindaci di Capergnanica Alex Severgnini e di Crema Fabio Bergamaschi, insieme all'assessore al commercio Franco Bordo. Presenti in sala anche i consiglieri della Confraternita cremasca Erminia Fugazza, Riccardo Reduzzi e Loretta Marazzi, che hanno contribuito alla buona riuscita della giornata di festa.
Il tortello cremasco
“Non esiste la cucina italiana, ma esiste una cucina regionale ed è difficilissimo ricollegare esattamente un piatto a un luogo e a un tempo. Sicuramente, però, il nostro tortello parla veneto”. Introdotto con queste parole dalla scrittrice e critica gastronomica, è stata la volta del presidente della Pro Loco, Vincenzo Cappelli, che ha illustrato le origini, la storia, la ricetta più antica, scelta dalla Confraternita per la codifica, e la preparazione del piatto che oggi possiamo mangiare tutti i giorni, ma che in passato si assaporava solo in due occasioni, alla sagra e ai matrimoni. Cappelli ha iniziato un excursus storico, illustrando le commistioni con la Serenissima, gli undici ingredienti e il loro utilizzo, la lavorazione della pasta matta e dell'originale ripieno dolce, gli accorgimenti delle massaie per ottenere la resa migliore, la chiusura della pasta con cinque pizzichi: “Non c'è una ricetta tipica, ogni famiglia tramanda la sua. Io conservo il sapore dei tortelli di mia madre e di mia nonna”.
Le Confraternite
Il momento finale del convivio ha visto lo scambio di doni con le delegazioni presenti: le confraternite del Formaggio Piave di Feltre (Belluno), della Polenta di Bergamo, del Cotechino magro di Spessa (Pavia), della Grappa di Brescia, della Tagliatella di Lugo (Ravenna), degli Amici del Porcello di San Paolo (Brescia), insieme al Magistero dei Bruscitti di Busto Arsizio (Varese) e al Circolo Enogastronomico Lombardo della Franciacorta di Rovato (Brescia) hanno ricevuto dalle mani di Annalisa Andreini e di Annalisa Radici, anime della conviviale, prelibate confezioni di Spisighì, il biscotto che strizza l'occhio al tortello cremasco, offrendo a loro volta i prodotti tipici dei rispettivi territori. Dopo le foto di rito, i convenuti si sono congedati con l'intenzione di ripetere presto un'esperienza così significativa e gratificante, con l'augurio che a dicembre l'UNESCO, vista la candidatura presentata da Massimo Montanari e Maddalena Fossati Dondero, possa riconoscere la cucina italiana come patrimonio dell'umanità.