18-06-2026 ore 18:40 | Cultura - Incontri
di Denise Nosotti

‘La lotta alla violenza richiede l’impegno di tutti’. Roberta Bruzzone ospite a villa san Michele

Erano 450 le persone, di ogni età, che hanno partecipato, mercoledì 17 giugno, all’incontro con la criminologa e psicologa forense, Roberta Bruzzone. L’incontro si è svolto nella cornice di Villa san Michele, nella frazioni di Ripalta Cremasca. L’appuntamento con Bruzzone chiude la rassegna L’amore oscuro promossa dal comune ripaltese in collaborazione con diverse realtà del territorio che si occupano, direttamente o indirettamente, di violenza di genere. È un lavoro condiviso che porta alla consapevolezza e alla diminuzioni di casi di violenza, specie femminile. La rassegna ha messo in luce diversi aspetti della manipolazione affettiva: psicologica, economica, fisica, i segnali per comprenderla e gli strumenti per contrastarla.Iniziata in autunno e culminata con l’inizio dell’estate, ha visto coinvolte diverse realtà territoriali: comuni, associazioni come ‘Donne contro la violenza’, Fondazione san Domenico, associazione Donne Medico, Avis, Aido, forze dell’ordine, Asst. Una rete che lavora per prevenire qualsiasi episodio di violenza.

 

I ringraziamenti del sindaco

Roberta Bruzzone è stata introdotta dal sindaco Aries Bonazza intervenuto con la giunta e il consiglio comunale. ‘La lotta alla violenza - ha detto - richiede l’impegno di tutti perché è grazie alla conoscenza che si costruisce la cultura del rispetto. Ha poi ringraziato in particolare il delegato al sociale Carmine Troiano, il capogruppo di maggioranza Federico Brigatti e Anna Rampinini che si sono adoperati per l’organizzazione della serata, scandita, all’inizio dalle note del pianoforte di Mauro Bolzoni. Roberta Bruzzone è stata intervistata dal giornalista Walter Bruno che ha definito l’ospite una profiler, l’esperto che analizza la scena del crimine e raccoglie informazioni sulla personalità del colpevole per aiutare le forze dell'ordine a identificare il responsabile del reato. Bruzzone ha trovato la definizione calzante in quanto nel suo lavoro, che svolge ormai da 27 anni, ‘la capacità maggiore è quella di unire le differenze, i vari pezzi, per arrivare al colpevole’.

 

L’emozione lascia spazio all’analisi’

Roberta Bruzzone ha parlato della cronaca giudiziaria attuale. Il suo primo caso è stato quello di Avetrana, per poi passare ai casi più recenti, l’omicidio di Pierina Paganelli per cui è stato scagionato l’imputato Luis Dassilva fino a uno dei casi mediatici più potenti quello di Garlasco. Bruzzone ha specificato: ‘Alberto Stasi non è libero, è in prova ai servizi sociali, dopo un percorso in carcere senza sbavature’. Si è parlato di umanità, di empatia durante i casi. Bruzzone ha spiegato: ‘per fare questo mestiere, è necessario lasciare l’emotività a casa. Non è cinismo. Ciò che mi destabilizza di più sono i casi di cronaca nera in cui vengono coinvolti i bambini. L’emozione deve comunque lasciare spazio all’analisi, alla massima concentrazione e soprattutto alla competenza”.

 

La partita del web

Ed è proprio la competenza, legata al mondo mediatico e dei social, in particolare, ad avere più spazio nell’incontro. “Nel corso di cinque o sei anni c’è stato un peggioramento sul piano mediatico. Ci sono infatti numerosi soggetti sul web che divulgano la realtà, e i dati, in modo distorto e manipolatorio per avere visualizzazioni e dunque monetizzare. È gente non del settore, che online indica colpevoli e innocenti senza avere prove certe e senza competenze. Quello che succede in aula non tiene conto di ciò che viene ‘processato’ fuori dalle sedi opportune”.