
Ieri sera, venerdì 17 aprile, sotto i chiostri del Centro culturale sant’Agostino di Crema, era già tutto pronto per la giornata della scienza di oggi. I lavori degli studenti hanno accompagnato il pubblico verso la sala Pietro da Cemmo, dove ad attenderli c’era Antonella Del Rosso. Da trent’anni è il volto del Cern, il maggiore laboratorio al mondo di fisica delle particelle.
Del Rosso si è occupata sia di attività di ricerca sia di comunicazione interna e divulgazione scientifica. Promotrice dell’iniziativa, insieme all’istituto Racchetti da Vinci di Crema è l’associazione Ipàzia, che quest’anno celebra i primi 10 anni di attività dedicati alla divulgazione scientifica sul territorio.
Conoscenza e competenza
Il dirigente scolastico del Racchetti, Claudio Venturelli, ha illustrato il titolo della serata: “Conoscenza, cooperazione e impatto della scienza nella società contemporanea, è quello che faremo noi domani mattina con gli alunni nella nostra grande giornata della scienza. I chiostri si animeranno di conoscenza e di cooperazione. In questo diverso ma efficacissimo modo di apprendere divertendosi, nel senso più nobile del termine, si applica la teoria alla pratica, producendo conoscenza, producendo competenza”.
La scienza aperta: il valore della società
“Quando si parla di scienza, si parla di qualcosa che ci tocca da vicino, perché la scienza è parte della società. Il mio scopo questa sera è quello di coinvolgervi”. Antonella Del Rosso ha trascorso gran parte della serata muovendosi nello spazio, avvicinandosi agli spettatori. Non si è seduta al tavolo, sul palco, ma ha preferito sedersi sul gradino, mettendosi allo stesso livello del pubblico. In forza della propria autorevolezza si è dimostrata pronta ad imparare in ogni situazione: “Quando si affrontano questi temi non può esserci qualcuno che insegna dall’alto, ma è necessario un dibattito. Non parliamo di qualcosa di astratto, ma di qualcosa che ci riguarda tutti”. La serata è stata all’insegna della scienza aperta, democratica. Una scienza che, in un tempo segnato da chiusure politiche e distanze religioso-culturali, invita ad unirsi al confronto e alla collaborazione. Per Del Rosso rappresenta il vero biglietto da visita del Cern: “Noi siamo quelli che, quando ci chiedono se abbiamo una cosa, se ce l’abbiamo la condividiamo. E in questi anni è davvero importante sapere che esiste un altro modo di sviluppare la tecnologia: si può fare insieme, non c'è bisogno di chiudersi”.

In bici nei tunnel del Cern
“Siamo nati per fare scienza, voglio condividerla con voi”. Questo il messaggio del video di presentazione del Cern, dedicato al lavoro quotidiano, per la stessa Del Rosso “un privilegio”, per molti un sogno: “A circa sei ore da Crema si trova il più grande acceleratore di particelle al mondo, l’LHC -Large Hadron Collider. Sono arrivata al Cern abbastanza presto, al punto da aver sentito dire che una macchina del genere non avrebbe mai funzionato”. Si tratta di un anello sotterraneo lungo 27 chilometri che attraversa il confine della Svizzera e della Francia. Mostrando un video in cui percorre il tunnel in bicicletta, ha spiegato come funziona la tecnologia in grado accelerare fasci di protoni fino a una velocità prossima a quella della luce. Guidati da potenti magneti, i fasci vengono mantenuti sulla loro traiettoria circolare e fatti viaggiare in direzioni opposte. Quando si scontrano, la collisione genera un’enorme quantità di energia: “la stessa che c’era all’inizio della creazione dell’universo”. Lo studio di ciò che avviene all’interno di questo gigantesco acceleratore consente di sviluppare tecnologie più piccole e con applicazioni quotidiane, soprattutto in campo medico e diagnostico: “È naturale per l’essere umano, quando è mosso da buone intenzioni, che il primo pensiero sul campo in cui applicare una scoperta sia la salute e la medicina. Non a caso, al Cern sono stati sviluppati i primi rivelatori per la Pet”.

La Big Science: la scienza della cooperazione
“Per ChatGPT la Big Science è quella che produce molti dati”. Per Del Rosso si sbaglia: “la Big Science ha uno scopo grande, che nessuno da solo può fare. Non è abbastanza big se lo fa una sola persona. Deve essere una cosa abbastanza assurda da essere molto vicina ad un sogno, ma rimare fattibile”. La ricetta perfetta per il fallimento di una big science è il disaccordo: servono squadra, fiducia e cooperazione. Guardando al futuro, l’idea del Cern è costruire un acceleratore ancora più grande, lungo circa 100 chilometri, previsto attorno al 2070 in area francese. Una struttura che richiederebbe un terreno estremamente stabile, a circa 100 metri di profondità. Uno dei temi che ha sollevato più perplessità riguarda i costi. Del Rosso ha coinvolto nuovamente il pubblico, “perché è la cittadinanza a determinare qual è il valore della ricerca scientifica”. In occasione della Giornata della scienza ha invitato i presenti a non smettere mai di informarsi: “Per noi del Cern comunicare è importantissimo, è il modo più efficace per entrare in relazione con la società. Vi consiglio di guardare la scienza ad occhi aperti, rimanendo sospettosi, e poi ad un certo punto decidere se fidarvi oppure no. C’è però una sola cosa di cui abbiamo davvero bisogno da voi: che andiate a scuola. Dovete giudicarci conoscendoci e l’unico modo per conoscerci è andare a scuola”.
