“La locandiera” diretta da Enrico Fasella è in programma al teatro san Domenico venerdì 27 febbraio alle ore 21. Lo spettacolo è stato anche inserito nel cartellone rivolto alle scuole. Viene definita la più bella commedia di Carlo Goldoni. Conferma la protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, qui nei panni di Mirandolina. “Carlo Goldoni ne ha scritte tante, anche molto famose, ma questa, di fatto, accoglie in sé tanti aspetti forti e vincenti che la rendono una delle più conosciute e apprezzate. Non ci sono maschere, in quanto è collocata dopo la riforma goldoniana, ci sono diverse classi sociali a confronto: borghesia e nobiltà in particolare, in generale ha tanti elementi che vengono resi al meglio.”
Gli interpreti
La pièce, oltre a Miriam Mesturino, vede la partecipazione di Luciano Caratto (cavaliere di Ripafratta) con Alessandro Marrapodi (conte di Albafiorita) e Sebastiano Gavasso (marchese di Forlimpopoli). Sul palco ci saranno anche Barbara Cinquatti e Maria Elvira Rao (nei panni delle due commedianti), Stefano Bianco (Fabrizio, il cameriere della locanda) e i Germana Erba’s Talents (Mattia Tarantino e Mario Barbato, i due servitori). Le scenografie sono di Emanuele Luzzati. La pièce goldoniana narra l’avventura di Mirandolina, serva e padrona, al tempo stesso, di una locanda fiorentina.
‘Mirandolina è una donna imprenditrice’
La protagonista nel ruolo di Mirandolina si ‘trova molto bene. È il sedicesimo anno di repliche, siamo partiti dal Piemonte e stiamo attraversando l’Italia, sono molto soddisfatta. Il personaggio, col tempo, è maturato dentro di me e, ogni volta, mi trovo a scoprire delle sfaccettature sempre diverse. È una commedia scritta con grande maestria, ben costruita, i personaggi sono ben interpretati ed è diretta magistralmente. Mirandolina è una donna imprenditrice, rappresenta un personaggio molto attuale per certi versi. Per altri invece deve sottostare alle regole del tempo, per esempio quando capisce di provare dei sentimenti per il cavaliere, sa anche che non può abbandonarsi del tutto perché lui è un nobile. I testi originali non sono stati modificati, ma il linguaggio goldoniano viene recepito dal pubblico al 100 per cento. Si ride, perché è una commedia, ma si presta anche molta attenzione quando necessario. È una messa in scena classica e canonica.”