17-07-2025 ore 15:21 | Cultura - Tradizioni
di Elena De Maestri

Dialetto e dedica del parco a Viola: la musica e il cibo, grande festa la sagra di Moscazzano

Una sagra caratterizzata da grande partecipazione quella promossa dal comune e andata in scena a Moscazzano domenica e lunedì scorsi (13 e 14 luglio), per tutte le iniziative e soprattutto nei due momenti di apertura e chiusura, che hanno rinsaldato il legame con la tradizione e il senso di comunità. In primis, l’intitolazione dei giardini pubblici al centro del paese. Da domenica, portano infatti il nome di Viola Gipponi, bambina del paese scomparsa nell’aprile del 2021, per Covid. Un evento che aveva scosso l’intero paese e che, ogni anno, lo raccoglie intorno alla famiglia per la ormai tradizionale camminata in sua memoria, organizzata dal gruppo Podisti di Montodine a metà agosto.

 

Sulle ali delle farfalle

L’amministrazione ha pensato però di dare un segno ancor più tangibile e permanente del ricordo dei moscazzanesi per Viola, intitolandole un luogo che è per sua stessa natura abitato dai bambini e dalla natura, dai fiori e dal verde. La targa pensata per l’intitolazione, svelata nel corso della cerimonia dai fratelli di Viola, oltre al nome, riporta alcune note musicali e la frase La mia anima è colorata come le ali delle farfalle, tratta da una canzone dei Queen, la sua band preferita. Il sindaco Aldo Bellandi ha introdotto il momento, riportando alla memoria il carattere “socievole, accogliente e pronto alla condivisione con gli altri” della piccola e auspicando che “ogni risata che risuonerà da oggi in questi luoghi, sia anche un po’ la sua”. A seguire, la benedizione della targa da parte del parroco don Osvaldo Erosi e la lettura della poesia dedicata dal poeta dialettale locale Piero Bombelli, che per anni ha guidato il gruppo I Taà da Muscasà, di cui Viola faceva parte.

 

 

Muscasà: La so det col so dialet, le so vie e le casine.

Proprio Bombelli è stato protagonista della serata conclusiva della sagra, con la presentazione del suo libro Muscasà: La so det col so dialet, le so vie e le casine. Un volume ideato e scritto da Bombelli e curato da Angela Viale, con alcuni contributi originali di Andreina Bombelli, una ricerca storica di Luca Merletti e brevi racconti di Roberto Mariani ripresi da precedenti pubblicazioni, così come le poesie in vernacolo di molti esperti e giovani poeti moscazzanesi. A scandire i passaggi principali del libro, anche i dipinti di un altro talento originario del paese, Giuseppe Alzani. Nel volume, sono infatti riportate quattro sue opere dedicate ad altrettante zone del paese: I dòos (via Roma, via Rovereto, via San Donato); la Piàssa (piazza Gambazzochi, della chiesa); la via d’an fùnd (via Montodine, parte di via Roma, via Crema); la Vines’gia (via Venezia).

 

Persone e fotografie

Racconti e aneddoti di ogni angolo, un nutrito apparato di fotografie d’epoca in cui provare a riconoscere i protagonisti, ritratti di moscazzanesi che sono stati personaggi centrali o di rilevanza e colore nella storia del paese, il capitolo dedicato alla devozione con le chiese e i santuari, i parroci che si sono susseguiti, poi le cascine, le associazioni e i gruppi, le poesie appunto. Si tratta del primo volume completo, scritto sia in dialetto, sia in italiano, a raccontare la storia di Moscazzano. Nel corso della presentazione che si è svolta nell’area esterna di Agardi Speedy Wheels ed è stata moderata dal consigliere delegato alla cultura Greta Mariani, Bombelli ha ripercorso le tappe di costruzione del libro, che lo ha visto impegnato per alcuni anni, letto alcuni passaggi e poesie e ricordato insieme ai tanti spettatori.

 

Animazione per bambini

La sagra ha visto anche tanti altri momenti importanti, come l’animazione per bambini a cura dei Pantakel Teatro organizzata dal Comune in collaborazione con l’oratorio e l’aperitivo musicale in piazza, con concerto tributo ai Nomadi e la dimostrazione danzante del gruppo di Boogie.  Nel pomeriggio di domenica, negli spazi dell’oratorio, i Pantakel hanno coinvolto i bambini in giochi e avventure a tema piratesco, tra duelli, finta pesca con la rete, tiro alla fune, sfide e una breve performance teatrale conclusiva, che ha visto protagonisti proprio i piccoli. La sera in piazza Aiserey, invece, un aperitivo aperto a tutti, accompagnato dai passi di danza dei corsi di boogie di Antonella e Stefano e dal concerto serale della band Il Destino, con un tributo ai Nomadi e al loro repertorio. Tanta la gente in piazza, per questo nuovo corso della sagra del paese.