16-12-2014 ore 15:31 | Cultura - Tradizioni
di Stefano Zaninelli

Crema. La passione incontra la tradizione: un libro per i 25 anni del presepe dei Sabbioni intitolato a Giovanni Alghisio

“L’idea di un libro sul presepe è nata durante il viaggio in Palestina con i Parlamentari per la pace, nel mezzo della visita alla grotta della natività. In quel momento di riflessione, ho pensato alla mia città, al legame con il quartiere dei Sabbioni ed il suo presepe. Vuol’essere un modo per rendere giustizia chi ha lavorato in tutti questi anni, a partire da Giovanni Alghisio, artigiano artista”. Così Franco Bordo, parlamentare cremasco di SeL, ha spiegato la genesi del libro Una storia fatta con le mani, presentato ieri sera all’oratorio dei Sabbioni.

 

Il commento dell’autrice
“Quando m’hanno chiesto di scriverlo – commenta l’autrice, Lidia Gallanti – non immaginavo di trovare tanta ricchezza di contenuti. Scopri quanto può esserci un’esperienza che ognuno di noi reputa quotidiana. Ti rendi conto del lavoro, di cosa significhi fare le cose assieme; comprendi la sopportazione della fatica e del freddo, che accetti solo perché sai che c’è qualcuno che condivide la tua stessa passione”.

 

Storia ed immaginario
“Dalle interviste – prosegue Gallanti – traspare tutta la passione delle persone che l’hanno vissuto, emergono storie sul passato di Crema che prendono forma attraverso le sculture del presepe. Sono rimasta affascinata dallo spirito dell’artigiano, dell’homo faber (Giovanni Alghisio, nda) che aveva sempre voglia di scherzare, coinvolgere e far vivere le cose. C’è una grande profondità in tutto ciò: Giovanni non realizzava solo sculture, riprendeva l’immaginario collettivo e lo mischiava alla storia”.

 

Raccontare il presepe
“Ci sarebbero un miliardo di aneddoti da raccontare – racconta Vincenzo Alghisio, figlio di Giovanni – ma nel libro ne abbiamo raccolto solo qualcuno. L’idea è quella di fermare l’immagine del presepe, metterla nero su bianco. Il libro parla di com’è nato e s’è sviluppato, di tutto il percorso e le figure che ci sono all’interno e del suo ideatore, nostro padre Giovanni”.

 

Il presepe in numeri
Come da tradizione, i cancelli del presepe intitolato a Giovanni Alghisio verranno aperti la notte della vigilia di Natale. Nato nel 1989, il presepe giunge alla sua ventiseiesima edizione. Sui circa 3000 metri quadri di villaggio sorgono decine di ambientazioni, in cui sono ospitate oltre 300 statue tra personaggi ed animali. Attorno alla capanna della natività è possibile osservare la ricostruzione di location e mestieri tipici della vita contadina del primo Novecento.

 

L’impegno
“Per noi – conclude Vincenzo Alghisio – è un impegno tosto, un’attività che porta via non poco tempo: diciamo che la settimana bianca non la facciamo mai. Tutto ciò non sarebbe possibile senza l’aiuto dei volontari. In tutto sono una quarantina le persone che collaborano, ma lo zoccolo duro è composto da una decina di persone. Cercheremo di mandare avanti il presepe finché sarà possibile, anche se non è facile trovare forze nuove”.

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