16-02-2014 ore 14:44 | Cultura - Teatro
di Paola Adenti

Decennale dell'Associazione Cremasca Cure Palliative "Alfio Privitera". Al San Domenico in scena uno spettacolo di arti varie coordinato da Silvia Barbieri

Un teatro gremito ha accompagnato cantando la chiusura dello Spettacolo di canto, musica, danza e prosa sulle note dell'Inno alla gioia di Ludwig Van Beethoven. Venerdì 14 febbraio il teatro cremasco ha ospitato uno spettacolo diretto e coordinato dalla regista Silvia Barbieri. La serata si è aperta con le parole del presidente dell'Associazione Cure Palliative Ermete Aiello che ha brevemente introdotto gli ospiti, salutato il folto pubblico e ringraziato medici, volontari e tutti coloro che lavorano affinchè "...il dolore non sia un male incurabile" e il "viaggio" sia all'insegna dell'amore che cura, perchè l'amore è, la cura. Presenti in platea anche il dottor Luciano Orsi e il dottor Guido Torriani, nucleo fondatore dell'attuale rete di cure sul territorio. Una decina di anni fa, con volontà ed impegno, superando sfide ed ostacoli, riuscirono a gettare le basi per la nascita dell'Associazione "Alfio Privitera".

 

Amore che cura

La serata, dopo i ringraziamenti d'obbligo agli sponsor e agli enti che hanno fornito il patrocinio, si è aperta con un momento di danza moderna con la coreografia di Paola Cadeddu. Lo spettacolo, diviso in due parti intervallate da una breve pausa, ha visto protagonisti artisti vari provenienti da realtà diverse. La danza è tornata più volte con le allieve della Scuola di dinamica corporale U.S. ACLI di Crema che si sono esibite in coreografie d'insieme. Apprezzata la voce del noto mezzosoprano Giovanna Caravaggio che ha presentato svariati pezzi insieme alla giovane e grintosa voce di Beatrice Caravaggio. Applausi prolungati al termine di "Over the rainbow". Tre i pianisti che si sono avvicendati alla tastiera: Alessandro Lupo Pasini, Luca Tommaseo e il compositore Michele Bargigia.

 

Bimbi e attori

La gradita sorpresa dell'evento benefico è stata l'esibizione dei bambini dell'ultimo anno di frequenza della Scuola per l'Infanzia "Iside Franceschini" (ex Montessori). Un nutrito gruppo di bimbi di cinque anni, elegantissimi e concentrati, hanno seguito le note del Maestro Tommaseo al pianoforte e, diretti da Elvira Guerini, hanno interpretato più pezzi intrisi di gioia e di speranza per il futuro. I loro colorati ritratti hanno fatto da scenografia al palco del S. Domenico. Quattro i momenti di prosa inseriti in serata con brani tratti liberamente da Eugène Ionesco, Samuel Beckett e Tao Ynanming, interpretati con la consueta maestria e professionalità dall'attore Gigi Ottoni in collaborazione con Mariangela Torrisi.

 

La regia

Silvia Barbieri, attrice, regista, autrice teatrale televisiva, è tornata a Crema, dove è nata, in occasione dell' evento.

 

Come è stato ritrovare la città?

“In realtà per me è stato scoprire la città. Ci sono nata, ma non la conoscevo. Abito da sempre a Bergamo e mi sposto spesso per lavoro. È stata mia cugina Anna Porchera, volontaria presso l'Associazione Cure Palliative, a coinvolgermi nel progetto Amore che cura”.

 

È stato complicato lavorare alla regia di momenti artistici così diversificati?

“Si è trattato di coordinarli, dirigerli, "cucirli" in modo armonico”.

 

È stata quindi un'esperienza...

“Emotivamente molto coinvolgente. Apprezzo il lavoro di chi sta vicino ed accompagna famiglie e pazienti. Insieme si è meno soli nell'affrontare il dolore. Mi sono spesso occupata di teatro sociale e per l'infanzia perciò questa sera mi sono sentita molto a mio agio, soprattutto con i bambini”.

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