15-12-2025 ore 20:40 | Cultura - Teatro
di Gloria Giavaldi

Rivoluzione Folcioni e cultura per tutti: il primo anno di Guido Giordana al san Domenico

La cultura è passione e la passione è tale solo se viene coltivata e condivisa. Si può riassumere così lo spirito che ha guidato Guido Giordana durante il suo primo anno a capo della Fondazione san Domenico. Tra gli obiettivi da subito dichiarati il rilancio dell'istituto musicale Folcioni e la riaffermazione di un brand, che “non è solo un marchio, ma una promessa di valori. Appena insediato, mi ero anche ripromesso di fare rete con il territorio, di aprire le porte della fondazione affinché fosse maggiormente conosciuta e riconosciuta dai comuni del territorio, dalle realtà del terzo settore, dagli appassionati, dai giovani e dai meno giovani”. La Fondazione san Domenico è la casa di “una cultura inclusiva”. L'intento è quello di (continuare a) sperimentare una molteplicità di linguaggi per attirare diversi target di pubblico.

 

Rivoluzione Folcioni

La “rivoluzione” Folcioni porta un nome: è il Folcioni 2.0. “E' il segno di una scuola che si rinnova”. E che per rinnovarsi non ha paura di cambiare, di rompere con il passato, senza tradirlo. Senza dimenticare le radici e la prestigiosa storia che il Folcioni merita di continuare a raccontare: “la nostra idea è quella di una scuola che sappia preparare futuri professionisti, richiedendo rigore e fatica in dialogo con i conservatori, ma senza dimenticare la passione, la motivazione e la collaborazione. Musica è disciplina, ma non è solo disciplina”. È emozione ed è “un costante cammino di crescita. Teniamo molto a rilanciare anche la forte valenza educativa della musica: in questo anno abbiamo aumentato il numero di corsi, di iscritti ed insegnanti, ma prima di tutto, abbiamo ricreato un clima di lavoro sereno: gli insegnanti collaborano, propongono, creano insieme. Gli alunni hanno ripreso a riconoscere la loro scuola di musica non solo come un luogo di apprendimento, ma anche come un luogo di aggregazione”. Nel prossimo anno, anche il marchio verrà rinnovato, “ma il branding di un ente parte, prima di tutto, dalla credibilità: da ciò che le persone vedono, vivono, sentono”.

 

Numeri in crescita

Di riflesso, i numeri crescono. Nell'ultimo anno si è passati da 15 a 31 corsi, da 16 a 32 insegnanti. Gli iscritti dei corsi individuali sono passati da 126 a 170. Le novità hanno interessato il piano didattico con il ripristino delle classi collettive di teoria e solfeggio, la reintroduzione delle valutazioni di fine anno, il rafforzamento della musica di insieme. Le attività vengono gestite da tre insegnanti referenti d'area per supporto didattico ai docenti, è stato previsto un incremento degli onorari ed attivato il registro elettronico. Al Folcioni si contano anche nuove collaborazioni con la MasterBrass Academy (8 insegnanti di ottoni da Brescia e 26 allievi da tutta Lombardia), la banda di Ombriano (tre insegnanti) e la polifonica Cavalli. Tra le nuove attivazioni anche il corso di arpa, canto lirico ed il coro di voci bianche. Quanto agli spazi è stata allestita un'area relax, sono state recuperate tre sale per la musica e ripristinati e ricollocati quattro pianoforti. Nel 2025 gli investimenti per gli strumenti e gli spazi dedicati alla musica ammontano a circa 12 mila euro.

 

Uno sguardo al sociale

Non si contano nemmeno gli interventi degli studenti alle iniziative sul territorio, in collaborazione con le associazioni ed i comuni limitrofi. “Anche il numero di comuni soci è aumentato. Oggi sono nostri soci i comuni di Palazzo Pignano, Pandino, Moscazzano, Montodine e Ripalta cremasca. Significa che collaboriamo attivamente con queste realtà per proporre spettacoli sul territorio o attività musicali, oltre a garantire i biglietti per gli spettacoli a prezzi calmierati. Stiamo valutando per il prossimo anno di poter assicurare anche nei paesi alcune lezioni dell'istituto Folcioni per facilitare la fruizione degli studenti che vengono da fuori”. La Fondazione san Domenico è “un contenitore di cultura, con tre anime che pulsano: arte, musica e teatro”. Ed uno sguardo rivolto al sociale: “in questo anno abbiamo dato largo spazio a spettacoli e mostre dal forte significato sociale perché crediamo che la cultura possa essere una leva per creare consapevolezza. Oltre agli spettacoli in cartellone, la Fondazione ha messo a disposizione la propria struttura per alcuni appuntamenti, in una piena logica di collaborazione con il territorio”.

 

La Fondazione, oggi e domani

I numeri non tradiscono nemmeno in questo caso: gli abbonamenti alla stagione teatrale dallo scorso anno hanno registrato un lieve incremento, mentre le mostre hanno registrato più di settemila visitatori da inizio anno. “Tra gli obiettivi del prossimo anno, quello di ampliare l'offerta, avvicinando i giovani ed i giovanissimi al teatro, aprendo ulteriormente gli spazi a meeting (anche aziendali), webinar, talk, nuovi format che consentiranno di trattare temi d'attualità. Non potrà mancare il continuo coinvolgimento delle scuole, che però devono poter riscontrare nella nostra proposta un'utile occasione di arricchimento”. Tra le future partnership anche quella con il Duomo di Crema ed il comune di Ripalta cremasca per il corso di arte campanaria, quella con il liceo artistico Munari per il nuovo look all'ingresso del Folcioni e quella con l'artista Gianni Macalli per la creazione di un micromuseo della musica”. Insomma, Giordana, manager in ambito sanitario e neofita della cultura, ha portato in via Verdelli “ciò che ho appreso in questi anni nel mio settore” ovvero “le competenze organizzative: qui, invece, dei medici ci sono artisti, comunque, persone che vogliono essere ascoltate e valorizzate per ciò che sanno fare. E poi, non sono da solo, ho tante persone competenti attorno a me. Insieme ci impegneremo anche il prossimo anno per fare in modo che la cultura possa continuare a gettare semi di sapere e di passione”. Perché la cultura è oggi, ma è soprattutto domani.