15-06-2022 ore 11:47 | Cultura - Arte
di Gloria Giavaldi

Terapeutica artistica di Brera, l'arte che cura in mostra al san Domenico per Laura Tonani

Bellezza, creatività e condivisione. Si riassume in queste poche parole lo spirito della mostra Giardini segreti a cura del biennio di secondo livello in teoria e pratica della terapeutica artistica di Brera allestita presso la galleria Arteteatro della Fondazione san Domenico da sabato 18 giugno a domenica 3 luglio. L'inaugurazione è in programma per sabato alle ore 17. La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero . “Questa esposizione – spiega l'artista terapista Giuditta Maccalli – è dedicata a Laura Tonani, fondatrice dell'esperienza della terapeutica artistica scomparsa di recente. Torniamo in fondazione san Domenico dopo due anni di stop imposti dal Covid. Proseguiamo così una collaborazione preziosa, in essere dal 2015. Le opere esposte sono condivise, fatte insieme, secondo la filosofia di Laura e mirano a celebrare il suo percorso, la sua ricerca artistica”. L'opera principale, attorno alla quale si snoda l'esposizione sono dei tondi cosmici, che intendono richiamare il tema della Terra. Meritano menzione poi opere di argilla e di midollino. “Vi è un forte legame alla terra, alla materia, alla natura, al rifiorire”. In natura e nell'anima, “proprio come nel giardino più volte menzionato da Laura Tonani nel suo percorso artistico”. La mostra, accompagnata da un catalogo che racconta anche le esperienze pregresse, sarà “un omaggio a chi ha voluto fortemente questa esperienza. Alla sua passione, alle sue idee, per mantenere vivo quel filo che ancora ci lega a lei”.

 

La forza della condivisione

Lo stesso filo che, in realtà, lega gli artisti delle opere condivise. L'esperienza, sorta nel 2004, si fa insieme. Ruota attorno a termini come co-creazione e condivisione, forse insoliti per il mondo dell’arte. Come spiega Tiziana Tacconi, direttrice del biennio in teoria e pratica della terapeutica artistica: “sono parole che hanno a che fare con pratiche antropologiche. Gruppi di persone, diverse per cultura, appartenenze sociali, geografiche, anche sconosciute e spazialmente disperse, riescono a collaborare realizzando un progetto creativo comune grazie alla forza della condivisione”. La scommessa delle due artiste e docenti Tiziana Tacconi e Laura Tonani impegnate nel sociale in un progetto di arte terapeutica fu quella di ““contribuire alla costruzione di un progetto d’integrazione tra due sguardi, quello psichico e quello artistico, aventi come finalità la comprensione dell’individuo colto nella sua dimensione creativa esistenziale e di attivare atelier sperimentali in quei diversi luoghi di cura come la psichiatria, pediatria, oncologia, geriatria, patologia della gravidanza, carceri”. Lì dove l’arte trova espressione terapeutica nella produzione artistica dell’opera condivisa.

 

Oltre gli ostacoli

“E' l'arte che cura e in un certo senso salva”. Patrizia Piarulli, del cda della Fondazione san Domenico, ha salutato con favore questo grande ritorno dopo lo stop imposto dalla pandemia: “riparte una bella collaborazione. Questa mostra unisce arte e cura, talento e creatività, ma, prima di tutto consente di nuovo alle persone di stare insieme. Dopo un periodo così difficile, in cui siamo stati educati alla distanza, credo che questa iniziativa per la Fondazione e per Crema sia una buona notizia. Sicuramente un’occasione per riflettere una volta di più sull’importanza dei legami, quei fili che non solo resistono, ma a volte nelle difficoltà si fortificano. L’arte che viene messa in mostra è fatta di persone che non intendono lasciarsi fermare dagli ostacoli della vita e che, al contrario, danno forma alla bellezza rielaborando il dolore, insieme”. L'iniziativa si inserisce perfettamente nella filosofia della fondazione: “volendo sempre dare spazio ad eventi di grande valenza sociale, anche in questa occasione la fondazione non si è tirata indietro, certa che ciascuno di noi abbia bisogno in questo momento di arte e di resilienza, di bellezza e, soprattutto, di condivisione”.

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