
Quando un luogo è amato lo si percepisce subito: è sicuramente il caso della biblioteca comunale di Spino d’Adda, uno spazio piccolo ma pensato nei minimi dettagli. Sabato pomeriggio siamo passati a trovare la bibliotecaria Elena Deprezzo per scoprire come sta procedendo l'artoteca, inaugurata a dicembre del 2024. Prima nella provincia di Cremona, nasce con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a chiunque lo desideri, superando l’ostacolo economico. Tenere tra le mani un libro, sfogliarlo, maneggiarlo è un gesto che ci viene naturale, l’arte invece siamo abituati a viverla con una timorosa distanza, consapevoli del valore che risiede nella sua irripetibile unicità. Un’opera d’arte non si può semplicemente sostituire acquistandone un’altra copia, come si farebbe con un libro: forse questo può farci riflettere sul valore che attribuiamo ai libri della biblioteca, dove non è raro imbattersi in sottolineature, scritte o pagine rovinate. Ma Elena, con grande fiducia, ci invita a ad annullare questa distanza, aprendo le teche senza paura, per portare i preziosi oggetti nelle nostre case, sfogliando le pagine di queste opere d’arte in formato libro: “Solitamente le artoteche ospitano operano bidimensionali, noi abbiamo voluto dare un taglio diverso: siamo la prima artoteca ad ospitare unicamente libri d’artista”.
Libri d'artista e autori
Elena, che ha scelto i libri d’artista ricordando un po’ i suoi anni all’accademia di Brera, descrive questa forma di arte come un “esperienza sinestetica”, dove la lettura diventa percezione attiva: “Nel libro d’artista la parola non è più al centro dell’attenzione, sono le pagine fatte di formati e materiali diversi -metallo, legno, vetro soffiato- a parlarci”. Così si può giocare alla caccia al tesoro tra gli scaffali della biblioteca, alla ricerca delle teche incastonate tra i libri e sparse in tutta la sala, che custodiscono le gemme donate dagli artisti. Elena, infatti, grazie anche alle sue conoscenze nel mondo dell’arte, ha costruito una vera e propria rete di autori, a cui chiunque può provare a unirsi: “Si può partecipare inviando le foto di una propria opera, correlata dalla descrizione e dalla biografia. Sarà poi valutata dalla commissione tecnica, formata da me, dall’assessore in carica e da Francesca tasso, che si occupa nello specifico di libri d’artista”. Incuriositi, le chiediamo di guidarci in un breve tour alla scoperta delle opere.
Le forme dell’arte
Ad un anno dall’inizio del progetto sono state prese in prestito un po’ tutte le opere: c’è grande varietà nella scelta, è difficile identificare dei pezzi preferiti, segno di quanto l’arte arrivi in modo diverso a ciascuno di noi. La prima opera che ci mostra appassiona soprattutto gli amanti della terra e della natura: Simbiosi, di Alice Buoli. Da una scatola di creta emerge un libro, dalla copertina di foglie: “Simbiosi è una sorta di passeggiata che Alice fa nei luoghi che l’hanno cresciuta e formata. Nelle pagine di plexiglass ha inciso parti del corpo, che, sovrapponendosi alle pagine di testo, creano un dialogo, accompagnato dalle fotografie da lei scattate”. Cambiando tecnica, Elena ci mostra un’opera fatta di intrecci di solidi fili di ferro: “è una sorta di mappa, fatta di percorsi che si incrociano, io immagino persone che si guardano, parlando, situazioni che si vengono a creare. Le pagine sommandosi vanno a creare una croce, per Marta Colombti è una Via Crucis”
Artoteca, come funziona
Attualmente il prestito è riservato agli utenti di Spino d’Adda ed ha una durata massima di quindici giorni. Abbiamo chiesto ad Elena il motivo di questo bacino d’utenza ristretto: “mi piacerebbe molto aprire lo scambio alla rete, ma stiamo ancora cercando di capire come superare la difficoltà del trasporto”. Nonostante le opere siano maneggevoli, la biblioteca presta grande attenzione a garantire un adeguato imballaggio al momento del prestito e, poiché i libri viaggiano con un bibliobus, il rischio di danneggiamento è più elevato. Ma l’interesse per il progetto è tanto: “Abbiamo avuto un riconoscimento anche dalla rivista Artribune, e considerato le dimensioni della biblioteca, per noi è motivo di orgoglio. Sto lavorando proprio bene in questo comune e con l’assessore Gobbo: c’è apertura, è proprio quello che serve nei confronti della cultura. Le persone forse non vi si avvicinano più come una volta: bisogna cercare di stare al passo con i tempi, giocando con le forme, per rendere il tutto più fruibile e frizzante”.
La bibliofficina, dove fare libri d'artista
All’ingresso della biblioteca è impossibile non notare un banco da lavoro con l’insegna “bibliofficina”. Questo nuovo servizio è stato attivato nel dicembre 2025, a ridosso dell’anniversario dell’inaugurazione dell’artoteca, e si configura come una sorta di proseguimento dell’iniziativa. Commenta così Elena: “la bibliofficina dà la possibilità a tutti, bambini e adulti, di sperimentare, creando in autonomia un libro d’artista. L’ho progettata io e l’ho assemblata con l’aiuto di un utente del paese, è costruita in modo tale da avere sia un piano di lavoro basso per i bambini che un piano di lavoro più alto per gli adulti. Come spunto abbiamo messo a disposizione i Crazy Book di Laura Bianchi, una delle nostre artiste: lavora assemblando materiali di recupero, immagini e frammenti dei suoi disegni”.
La bibliofficina, insieme all’artoteca è un’altra peculiarità di Spino d’Adda che contribuisce a diversificare la rete bibliotecaria cremonese: “ all'interno della rete, è giusto che biblioteca mostri le proprie specificità, così da diversificare il servizio. Credo molto nella specificità più che nella replicabilità: non ambisco ad essere d’ispirazione, va bene anche che ci sia una sola artoteca e che questa venga potenziata”.
L’arte come bene comune e accessibile a tutti
Avviandoci alla conclusione del tour ci mostra altri due libri d’artista, che toccano la sfera emotiva. Commenta così Anatomia di una partenza di Laura Bianchi : “è un lavoro sulle emozioni che genera il distacco, come la paura, ma anche la voglia di lasciare il nido. Laura ha collegato le varie parti del corpo- il cervello, il cuore e il fegato- a varie emozioni, abbinandole ad alcuni testi di sua produzione. In una zona più intima c’è Tracce di quotidianità di Tiziana Felsi: “Mi ricorda un guscio che trattiene ricordi e memorie. È un diario visivo, che raccoglie elementi legati alla quotidianità ai quali non diamo troppa attenzione, elementi semplici come biglietti, fiori”. Parlando di emozioni, chiediamo ad Elena il feedback degli utenti: “ alcuni spunti sono tecnici, altri davvero buffi, tutti sicuramente intimi”. Infine, ci saluta così: “invito a visitare questa perla che la biblioteca di Spino d’Adda accoglie all’interno dei suoi spazi. Un bene comune e accessibile a tutti, come l’arte dovrebbe essere”.
