
È venerdì sera. Il teatro San Domenico brulica di spettatori di tutte le età accorsi per vedere Aladin, il musical. L'attesa è palpabile. Sì spengono per un attimo le luci in sala e quando si riaccendono davanti al sipario, ancora chiuso, c'è lui, Max Laudadio, in accappatoio bianco e babbucce. Sì rivolge al pubblico con quella che sembra una comunicazione di servizio e invece è un invito: "Non potevo rimanere chiuso in questa lampada dei falsi desideri – dice – una gabbia dorata perfetta. Io volevo essere libero come tutti voi, libero di sognare”. Lo spettacolo inizia così: gli spettatori sono stati presi in un attimo al laccio dalla fantasia e, senza quasi accorgersene, hanno già iniziato a sognare.
Aladin in versione musical
Il sipario si apre e il fascino seducente e colorato dell'Oriente prende vita sul palco: scarpe a punta, pantaloni alla zuava, gilet che brillano, odalische che danzano velate. Il paragone con il celebre Aladdin del film di animazione Disney è dietro l'angolo, ma non sarebbe corretto: il musical vive di vita propria e come tale deve essere gustato ed apprezzato.
La storia è la stessa: Aladin, un giovane ladruncolo, che vive di espedienti nelle strade di Agrabah, si innamora della principessa Jasmine, incontrata per caso durante una fuga fuori dal palazzo della giovane, ribelle alle rigide regole di corte. Convinto che solo un principe possa conquistare una principessa, scoprirà che la nobiltà non dipende dal sangue blu, ma dalla piena accettazione ed espressione di sé. Con l'aiuto del genio della lampada e di tre desideri da esprimere, sconfiggerà il malvagio Visir e potrà realizzare i suoi sogni e anche quelli di altri.
Un cast spettacolare
Sul palco si muovono i membri della Compagnia dell'ORA, artisti completi, che danno ottima prova di saper recitare, cantare e ballare: Max Laudadio, noto al grande pubblico nei panni dell'inviato di Striscia la notizia, è un genio incontenibile, trascinante, spumeggiante. Saltella, gigioneggia, appare qui, scompare là nel suo appariscente abito turchese, con la barba tempestata di brillantini e la caratteristica treccia rigida sul capo rasato. Intorno a lui, che catalizza l'attenzione, ruotano Aladin (Eugenio Grandi), giovane e bello con il suo fascino malandrino; Jasmine (Eleonora Facchini), “sua sfrontatezza”, l'indomita principessa, che non accetta di sottomettersi alle leggi del palazzo e della tradizione; Jafar (Alessandro Gaglio), il "pessimo" Gran Visir, spregiudicato e calcolatore, che mira a sostituirsi al sovrano con inganni e raggiri; il pacato e distratto sultano, l'agguerrita dama di compagnia di sua figlia e i servitori di corte, le guardie, le odalische.
Lunatica, Jago e Abù
Gran parte della comicità delle vicende è affidata a tre personaggi divertenti: Jago, lo scaltro e infido consigliere del Visir, a cui fa da contraltare Abù, amico fidato di Aladin, che lo segue e lo supporta anche nei pericoli. E poi c'è Lunatica, la bizzarra maga di corte, che cerca di leggere il futuro nella sua sfera magica, con risultati esilaranti.
Ad interpretarla con grande maestria e credibilità è la "nostra" Serena Riccardi, che vive a Offanengo: dopo aver recitato con diverse compagnie amatoriali della nostra zona, come i Guitti di Quintano, i ViaVai con Marco Benzoni e il gruppo di Lorenzo Samanni ed aver ballato con Next Level di Larry Daccò, grazie al suo impegno, allo studio e alla dedizione è riuscita a fare della sua passione una professione. E' stato emozionante vederla sul palco insieme ai colleghi della Compagnia dell'ORA, che prende il nome dalla brezza (l'Ora, appunto), che soffia sulle rive del lago d'Iseo.
La musica dei Pooh
Lo spettacolo procede a ritmo effervescente e brioso, tra le musiche emozionanti, composte dai Pooh, con i testi curati dal compianto Stefano D'Orazio, le risate malefiche di Jago, che di sé dice "Io non rubo, prendo in prestito a tempo indeterminato”, le esilaranti battute a raffica del genio, come quando dichiara "Ho inventato gli arancini e le cassate, quante cassate che ho fatto, ho anche suonato la nonna di Beethoven" o come quando, rivolgendosi al suo padrone, che sta decidendo quale desiderio esprimere, fa un omaggio divertente alla città: "Potresti essere una star della musica, un calciatore famoso o il sindaco di Crema". Ogni aspetto è curato nel dettaglio e il risultato è prorompente: diverte, incanta e fa sognare.
Effetti speciali super
Lo spettacolo è pervaso di magia: sorprendente è la scena del tappeto magico, che vola davvero con un effetto speciale, lasciando il pubblico a bocca aperta, così come la prima apparizione del genio, che sembra materializzarsi dal nulla, grazie ad un sapiente gioco di luci, che abbagliano la platea e lo fanno brillare all'improvviso, senza svelare il trucco. La promessa iniziale è stata mantenuta: gli spettatori hanno sognato insieme ai protagonisti di una storia, che parla al cuore di ognuno, perché in fondo chi non ha mai desiderato di essere altro da sé? E quanti, dopo viaggi, esperienze ed avventure, hanno compreso quanto sia appagante poter essere semplicemente se stessi?
Il valore dei sogni
Alla fine, anche il genio esaudisce il suo sogno: essere libero. Aladin, infatti, con il suo ultimo desiderio lo libera dalla prigionia della lampada. Il genio, sprizzando felicità, annuncia di volersi chiamare Eugenio della Lampada, nato a Geniova, suscitando l'ennesimo boato di risate. Lo spettacolo si chiude tra gli applausi festosi e generosi del pubblico cremasco alla compagnia, riunita sul palco per i saluti e i ringraziamenti finali. A grande richiesta, si mostra anche il regista Luca Cattaneo: “Siamo a 95 repliche. Il pubblico è sempre più numeroso e solare. Soprattutto in questo momentaccio per il mondo, in cui vogliono farci credere che la guerra sia bella, noi crediamo nella libertà”.
