14-01-2023 ore 13:57 | Cultura - Proiezioni
di Paolo Emilio Solzi

Horror. M3gan: tra macchine ribelli e bambole demoniache Annabelle diventa Terminator

Dopo la parentesi commerciale di Fast and Furious 7 e Aquaman, nel 2021 James Wan tornava alle sue radici horror con Malignant. Stavolta non lo vediamo alla regia, ma solo in veste di ideatore del soggetto e coproduttore. Megan infatti è prodotto dalla Atomic Monster di Wan e dalla Blumhouse Productions di Jason Blum, noto per produrre film dell’orrore a basso budget che spesso diventano campioni di incassi o danno vita a saghe interminabili. Ricordiamo ad esempio Paranormal Activity, Insidious, Sinister, Le Streghe di Salem, La Notte del Giudizio, Get Out, Auguri per la Tua Morte. Negli Stati Uniti, Megan ha ricevuto elogi dalla critica e nelle prime settimane di proiezione è stato l’unico rivale al botteghino di Avatar 2.

 

Annabelle si trasforma in Terminator

Gemma è una specie di Tony Stark, un ingegnere che costruisce giocattoli futuristici per una multinazionale. Sta creando M3GAN, abbreviazione di Model 3 Generative Android, una bambola senziente che farà da sorella maggiore alle bambine. Un giorno Cady, la nipote di Gemma rimasta orfana, viene affidata alla zia. Gemma vive per il suo lavoro, non ha famiglia: è una nerd che colleziona giochi tecnologici senza tirarli fuori dalle scatole per non rovinarli. Così decide di farsi aiutare da M3GAN, ordinandole di proteggere Cady “dal male sia fisico che emotivo”. La bambola non perde mai la pazienza, legge favole e canta canzoni, di notte veglia su Cady e la ascolta sempre, le ricorda di lavarsi le mani e di comportarsi bene. Impossibile non pensare al monologo di Sarah Connor in Terminator 2: “Guardando John con quel robot tutto mi divenne chiaro. Il Terminator non si sarebbe mai fermato, non lo avrebbe mai fatto soffrire, né lo avrebbe sgridato, non lo avrebbe picchiato, né avrebbe trovato scuse per non stare con lui. E sarebbe stato pronto a morire per proteggerlo”. All’inizio M3GAN sembra il protagonista di Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg, ma presto si trasforma in una guardiana possessiva che, come il T-800, termina qualsiasi essere umano o animale potenzialmente nocivo per Cady. Infine degenera parodiando gli stilemi dei film horror: usa attrezzi sempre più fantasiosi per commettere omicidi, insegue le sue vittime correndo a quattro zampe come una posseduta, si diverte a spaventare apparendo nella penombra, illuminata dalla luna mentre suona melodie inquietanti al pianoforte.

 

Macchine ribelli e bambole demoniache

La storia del cinema è piena di intelligenze artificiali che si ribellano ai loro creatori dopo aver raggiunto la consapevolezza dei propri poteri. Pensiamo a HAL 9000 in Odissea nello Spazio, a Skynet in Terminator, agli androidi in Blade Runner e alle macchine in Matrix, alla Regina Rossa in Resident Evil. Megan si inserisce in questo filone, con un primo tempo vicino alla fantascienza distopica e una parte finale più horror che butta tutto in caciara, adottando lo stile grottesco e trash dei film di James Wan. La trama è molto prevedibile: Wan ha una grande cultura cinematografica, ma le opere che ha scritto, diretto o prodotto vivono più di citazionismo che di originalità. Tuttavia Megan (scritto M3GAN, come Simone nel 2002 era scritto S1M0NE) offre spunti di riflessione interessanti. È una commedia dell’orrore che ridicolizza i balletti adolescenziali su TikTok, il consumismo tecnologico dei nostri tempi, le multinazionali accecate dai guadagni che vendono giocattoli pericolosi. È una satira dei genitori che delegano l’educazione e l’intrattenimento dei figli ai dispositivi elettronici; perfino dei ragazzi talmente dipendenti da tablet e smartphone che impazziscono fino a diventare violenti appena ne vengono privati.

 

Nel pantheon delle bambole assassine

La bambola M3GAN, disturbante per il suo antropomorfismo e i suoi occhioni penetranti, è già considerata iconica: entrerà nel pantheon dei pupazzi serial killer insieme al vecchio Chucky di Tom Holland (non l’attore di Spiderman) e ai più recenti Billy e Annabelle di James Wan. Megan è il tipico film con finale aperto che tenta di inaugurare un nuovo franchise. È un horror sopra le righe che non si prende troppo sul serio, ma dopo averlo visto chi ha in casa intelligenze artificiali simili ad Alexa comincerà a guardarle con diffidenza. E anche se M3GAN non dorme mai, come Samara Morgan in The Ring, viene comunque da chiedersi con Philip K. Dick: “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”

 

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