13-05-2015 ore 19:27 | Cultura - Musica
di Stefano Zaninelli

Crema. Giusy Ferreri: musica, introspezione e l’amore per la psicologia. Domani al San Domenico la data zero del nuovo tour

“Energia, grinta e buona musica”: tutto questo porterà sul palco del San Domenico Giusy Ferreri, domani sera a Crema per la data zero del tour 2015. Quinta tournée per la cantautrice italiana, in questi giorni sul palco del teatro di piazza Trento e Trieste per ultimare i dettagli dell’esibizione. Ancora  mistero su quali saranno i brani ma è certo che non mancheranno i successi dell’ultimo disco, L’attesa.   

 

Il lato oscuro delle cose

“Quella misteriosa, un po’ introspettiva – racconta Giusy Ferreri – è la parte della musica che mi ispira di più. Mi piace farmi influenzare dalle sonorità e da determinate ritmiche: nella scrittura de La bevanda ha un retrogusto amaro sono partita da una ritmica che avevo in testa, a cui poi, con la collaborazione di Yoad Nevo, ho legato la melodia ed il testo. Sono mondi strani, ma sviluppare il lato oscuro delle cose, l’argomentazione delle verità scomode è la forma d’espressione in cui riesco meglio”.

 

La passione per la musica

Prima dei testi e della melodia, però, viene la passione per la musica, che Giusy ha iniziato a sviluppare prestissimo. “Ero ancora piccina – ricorda lei – e la musica, in casa e in famiglia, era un momento di aggregazione. Mio padre, autodidatta, suonava il piano o la chitarra e da lì io e mio fratello abbiamo iniziato ad affezionarci alla musica. La prima volta che sono salita sul palco è stata all’età di 6 anni, alla recita di fine anno della prima elementare, dove la nostra maestra, che aveva dei gusti musicali un po’ particolari, mi ha fatto interpretare Dove sta Zazà?, di Gabriella Ferri”. A distanza, di anni, la cantautrice ha reinterpretato un altro brano della Ferri, Remedios, nell’album di debutto.

 

Dalle band al cantautorato

Vivace e ribelle, Giusy si distingue già da piccola, quando all’età di 8 anni “ad un concorso canoro per ragazzini, dove tutti cantavano le canzoni di Cristina D’Avena, io ho presentato un brano di Eros Ramazzotti e l’anno successivo uno dei Queen: già a quell’età mi ero innamorata della loro musica”. Da lì, la cantautrice ha rincorso la strada del successo sperimentando le varie forme del panorama musicale. “Ho studiato e completato la scuola di musica e ho provato a suonare con le rock band. A 18 anni ho sentito l’esigenza di scrivere brani miei, più cantautorali e 3 anni dopo è arrivato il primo contratto con una casa discografica”.

 

La svolta con X Factor

Tuttavia, prima che il talento le valesse i meritati riconoscimenti, di tempo ne è passato. “La prima vera opportunità è arrivata nel 2008, con l’incisione del singolo Gaetana, prodotto da Tiziano Ferro e con la partecipazione a X Factor”. Da lì la carriera “è cambiata moltissimo: tutti i tentativi precedenti mi hanno permesso di fare grandi esperienza in ambienti difficili ma non ho mai ricevuto enormi consensi. Il talent mi ha dato la possibilità di esibirmi davanti ad un pubblico vasto e di superare le titubanze, da cui è conseguito un grande successo”.

 

Dalla natura alla psicologia

La cantautrice palermitana affianca alla musica altre passioni: “il movimento fisico, anzitutto – confessa –e mi piace l’attività fisica leggera e adoro le acrobazie aeree, con il triangolo ed il cerchio”. È un’amante della natura, che le “permette di staccare soprattutto nei momenti in cui continui a saltare sui treni in corsa, salvo poi accorgerti che se non ci si ferma un attimo si rischia di perdere purezza ed energia”.  Non solo, prova un amore profondo anche per la psicologia, di cui è grande appassionata. “Leggo molti libri di saggistica: mi piace tutto ciò che cerchi di sondare i misteri della mente umana e degli atteggiamenti delle persone”.

 

Le influenze de L’attesa

Specialmente nell’ultimo album, ha dato sfogo all’introspezione e scritto canzoni dalle sfumature post-punk e dark wave: “sono generi su cui mi ero fissata da tempo, da cui ho tratto molta ispirazione. La maggior parte delle tracce è nata viaggiando e molto mi hanno aiutato altri autori, come Linda Perry con la quale ho scritto a Los Angeles, che hanno compensato con la solarità i miei riflessi musicali più dark e introspettivi”. Tutto questo, tra poco più di 24 ore, verrà riproposto dal palco del San Domenico, con l’essenza e la grinta che da sempre caratterizzano Giusy Ferreri. 

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