13-03-2026 ore 13:06 | Cultura - Arte
di Paola Manca

'Antenati'. Al san Domenico l'arte di Dragoni e la teatroterapia per tornare alle origini

Volti umani e animali totemici alla costante ricerca di un'identità definita. É stata inaugurata ieri pomeriggio presso la galleria Arteatro della fondazione san Domenico la mostra di sculture di Francesco Dragoni dal titolo Antenati. Sarà visitabile fino al 29 marzo dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero. In programma anche una performance teatrale il 28 marzo alle 17 presso la galleria Arteatro della fondazione.

 

Sculture

L'esposizione è stata presentata nel suo significato da Joseph Aldo Greco: “L’idea di una mostra intitolata Antenati che riunisce figure così disparate, dal mito della psicanalisi alla filosofa russa, è affascinante perché scardina il concetto stesso di antenato. Il filo rosso che li unisce è proprio l’argilla: la plasticità e la fragilità della terracotta richiamano la vulnerabilità dell’essere umano e la persistenza del pensiero nei millenni”. Presente all'inaugurazione anche il consigliere regionale Matteo Piloni: “conosco Francesco da tantissimo e lo ritrovo qui dopo vent’anni. Sociologo e appassionato di storia e filosofia, ritengo che la sua competenza in materia abbia molto a che fare con la scultura. E questo lo si può percepire subito osservando le opere esposte che apprezzo molto anche per come sono state installate”.

 

Memoria, arte e teatro

La fondazione, per voce della consigliera Arwen Imperatori Antonucci, si è detta molto soddisfatta di aver ospitato la mostra. “Dragoni ha iniziato da pochi anni con la scultura, ma ha già ottenuto dei risultati molto interessanti. Le opere sono in terracotta, un materiale molto affascinante che richiama al radicamento, agli antenati, alle origini. Osservando la mostra ci interroghiamo sulla memoria e la terracotta è il materiale perfetto per esprimere questo concetto”. Sullo spettacolo teatrale, dal titolo Nessun luogo è lontano, liberamente tratto dal libro di Richard Bach è intervenuta Rossella Fasano, fondatrice dell’associazione Centro studi Sarasvati: “si tratta di un percorso di teatroterapia in cui otto personaggi surreali e fantastici si ritrovano in un bosco per andare ad una festa di compleanno. In realtà non c’è un festeggiato. Ma il percorso serve ai personaggi per elaborare il proprio vissuto, attraverso un percorso introspettivo. Alcuni elaborano il lutto di persone care a cui sono rimasti legati, per altri invece si tratta di un lutto interiore psicologico legato alla crescita personale. I testi sono stati scritti dagli attori stessi attraverso un proprio percorso di ricerca. Io ne ho curato la forma. Anche i costumi che indosseranno sono stati creati da loro”.