12-12-2015 ore 19:10 | Cultura - Libri
di Angelo Tagliani

Il passato e il futuro della stampa cremasca. Sala dei Ricevimenti gremita per la presentazione del volume Fuori dal coro

“Se ora la stampa insegue la cronaca, all'epoca era in grado di costruirla”. “Oggi non c'è nessuno in grado di raccogliere il malcontento delle persone e guidarle in luoghi di confronto”. “Se ora il conflitto è sfogato sulla tastiera del computer o dello smartphone, una volta il luogo principe del dibattito erano i parchi, i bar, le sedi dei partiti, le strade”. “Ciò che manca è il senso d'appartenenza, la voglia d'informarsi in prima persona, non delegare”. Questi alcuni degli spunti emersi durante la presentazione di Fuori dal coro, storia della stampa cremasca non allineata.

 

La sintonia

In una Sala dei Ricevimenti gremita, l'autore, Andrea Galvani, direttore di Cremaonline, è stato introdotto dall'assessore alla cultura Paola Vailati e da Beppe Bettenzoli, in qualità di presidente dell'associazione per una scuola pubblica, democratica, laica e partecipata, che regalerà una copia del volume ad ogni biblioteca ed istituto scolastico del territorio cremasco: “questa serata è dedicata a Giovanni Bianchessi, Marco Piazzoni, Mario Signorini, in modo diverso, tre redattori di Punto a capo. Il libro analizza un periodo storico molto particolare, visto da una prospettiva non dogmatica, non chiusa, aperta a tutti. C'era una sintonia che andava oltre il numero dei militanti. Un collettivo di persone che ha fatto battaglie importanti, come l'inceneritore, il supercarcere, gli stalloni. La gente lo riteneva uno strumento utile”.

 

Cultura e impresa

Il presidente degli industriali della provincia di Cremona, Umberto Cabini, ha ribadito che “senza cultura non c'è impresa”, mentre tra gli aneddoti Gabriele Piazzoni ha ricordato la casa trasformata in redazione, di sera, piena di gente: “Non c'era un padre padrone. Era una redazione vera, i temi sul giornale venivano dibattuti e messi in votazione a maggioranza, quindi se era necessario e spesso lo era, si litigava. Ogni tanto chiamavano dal Kennedy, a tarda sera, perché durante le riunioni si gridava e si svegliavano i pazienti di fronte”. Tra le esperienze significative, sono stati ricordati anche l'allora sindaco di Chieve Elio Bozzetti, tra i fautori di Ipotesi 80 e Checco Edallo, che ha dato vita a Kontatto insieme ad Antonio Grassi”.

 

Il luogo del dibattito

“In sostanza, cos'è cambiato in tutti questi anni?” La risposta all'annoso quesito è stata fornita da Giancarlo Molaschi, arguta penna e curatore della ruvida e rubrica Francamente: “Mentre un tempo la piazza era colma di artisti, ora è piena di commercianti”. “Cosa rimane dell'esperienza della stampa non allineata?” L'ex sindaco di Madignano, Virginio Venturelli ha spronato a ricercare un luogo – nel mondo cartaceo o nel web – che sappia raccogliere le istanze dei cittadini e promuovere dibattito e confronto.

 

Confronto e crescita

In chiusura, giova ricordare l'inizio della serata, con l'introduzione dell'assessore alla Cultura, Paola Vailati: “Punto a capo, Ipotesi 80 e Kontatto hanno saputo pungolare chi era al governo della città, sostenere lotte democratiche, creare cultura e dialogo, aprire prospettive ma soprattutto includere. Calvino ha scritto che “di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà a una domanda”. Sono convinta che questi mensili abbiano veramente militato affinchè la città di Crema potesse dare risposte”. In chiusura l'augurio che “i mezzi di comunicazione che oggi operano sul territorio non solo documentino i fatti ma creino un'occasione di confronto e crescita democratica”.

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