12-10-2020 ore 11:50 | Cultura - Proiezioni
di Chiara Grossi

Lasciami andare. Venezia, tra lo splendore e l'ombra sul presente di un passato irrisolto

Lasciami andare, nuovo film di Stefano Mordini, adattamento del romanzo Sei tornato di Christopher Coake, è il thriller di chiusura della settantasettesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, interpretato da Stefano Accorsi, Maya Sansa, Valeria Golino e Serena Rossi. Marco e Clara devono fare i conti con un’ombra del loro passato che stenta a lasciarli e che si insidia nelle loro vite. Questo passato è racchiuso tra le mura di una casa che provoca vertigini e appannamento: alta, stretta, che la si guardi dall’alto o dal basso spezza il fiato.

 

Lo specchio di Venezia

Allo stesso modo s’impone Venezia, che sprofonda tra le acque straripanti dei suoi canali. Il suo splendore stringe la mano alla cupezza delle case antiche, dei palazzi decadenti, del grigiore dell’acqua sfregiato da riflessi di luci che non si percepisce da dove possano arrivare dato che il sole non splende mai. Ciò che si specchia nei percorsi d’acqua estemporanei della città forse è il pensiero, il sentimento, la percezione, il senso di colpa che perseguita i protagonisti. E può essere quel senso di colpa il motore che muove Clara e Marco verso domande le cui risposte sfiorano il paranormale, rispondendo solo a metà e alimentando il passato irrisolto.

 

La colpa e il passato
La drammaticità della storia cerca di dare spazio anche a temi ampi, immensi e profondi, l’esistenza di una coscienza universale così come la dimensione fisica dello spazio e del tempo, aspetti che però, insieme alla caratterizzazione dei personaggi, lasciano lo spettatore a mezz’aria, venendo trattati in maniera quasi frettolosa, approfondendo il tutto “quanto basta” per lo sviluppo della trama. Nonostante ciò, il piacere di farsi cullare dalle voci vellutate e tenui di Maya Sansa, Stefano Accorsi e Valeria Golino, suoni che lievemente ondeggiano, che sempre sussurrano con intensità, rimane inalterato e abbraccia lo spettatore dall’inizio alla fine. Lasciami andare è un film dominato dalla sua ambientazione, Venezia, metafora esplicita della colpa e del passato, perfetta e insistente come le sue acque traboccanti.

 

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