12-05-2019 ore 19:37 | Cultura - Libri
di Andrea Aiolfi

Tra dittatura e povertà. Dasti racconta la seconda guerra mondiale a Madignano

Voluto dal comune di Madignano e realizzato in collaborazione con il centro Galmozzi, il nuovo libro di Romano Dasti, presidente del Centro, professore e storico locale, racconta la vita quotidiana e il contesto del comune di Madignano nel periodo tra la fine degli anni ’30 e la seconda guerra mondiale. Partendo dal precedente lavoro del 2015, Dritti nella Tempesta – Storie cremasche della seconda guerra mondiale e consultando gli archivi comunali si è arrivati a questa nuova pubblicazione.

Profondo cambiamento
Come racconta Dasti nell’introduzione, “Il capitolo sugli anni della guerra attinge dall’archivio comunale, dal quale ho cercato di raccogliere piccoli frammenti di vita quotidiana che contribuissero a dare un quadro di Madignano in quegli anni: gli ultimi anni di una società che di lì a poco avrebbe intrapreso un percorso di rapido e profondo cambiamento culturale, sociale ed economico”.

Il prezzo della guerra
La guerra è inevitabilmente legata a una triste conseguenza: quella dei caduti. Il monumento di Madignano riporta il nome di 15 vittime del conflitto: combattenti in Africa, Russia e in Grecia. Il libro riporta alla luce le storie di altre 10 persone, originarie di Madignano e travolte dal terribile scontro bellico: vittime civili nel bombardamento della stazione di Crema, lavoratori emigrati in Germania e soldati della Repubblica Sociale. Un ricco e dettagliato corredo fotografico mostra le immagini di tutti i madignanesi combattenti, provenienti da un cartellone votivo appeso nella Basilica di Santa Maria durante la guerra e conservato ancora oggi.

La vita del paese
Nel libro viene ricostruita la vita del paese, quali erano le attività commerciali, quali i funzionari pubblici e i politici, le storie di alcune delle famiglie durante gli anni della guerra e i casi di accoglienza dei profughi in fuga dal fronte. Un capitolo è dedicato all’intitolazione della scuola elementare, alla memoria di padre Reginaldo Giuliani, religioso dell’ordine dei domenicani al seguito dell’esercito, deceduto in Etiopia nel 1936. Questo fatto venne inserito nella narrazione della propaganda del regime per legittimare l’invasione dell’Africa Orientale e le spese di guerra ad essa conseguenti.

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