Dall’altarolo dell’XI secolo, reperto assolutamente straordinario in sasso e laterizio custodito nella cripta, sino agli ultimi marmi di Mario Toffetti. Saranno i due estremi della visita guidata che la cattedrale propone alle 18.45 di mercoledì 14 gennaio. L’occasione è l’anniversario della dedicazione del duomo, che verrà celebrato con tre messe: alle 8, quella presieduta dal vescovo con il capitolo della cattedrale, arricchita dal canto delle lodi mattutine; alle 10, e alle 18. Quest’ultima celebrazione, solenne, vedrà la partecipazione anche degli parroci della città.
La nomina a cattedrale
Al termine della celebrazione delle 18, inizierà l’itinerario artistico a cura di Francesco Pavesi, referente del servizio culturale della cattedrale. “Non si tratterà della visita guidata abitualmente proposta ai visitatori, ma di un percorso che si ispira proprio all’evento della dedicazione, per le fonti avvenuta il 14 gennaio 1585 da parte del vescovo Giovanni Giacomo Diedo, con la quale il nostro duomo diventa ufficialmente cattedrale”. Nella sostanza, la tappa iniziale, all’altarolo della cripta, presenterà il duomo del XII secolo, che ancora non era cattedrale, ma che i cremaschi vollero di proporzioni tali affinchè un giorno potesse diventarlo. È quanto emerge dagli studi della Società storica cremasca, che spiega in questo modo l’assoluta sproporzione tra la grande chiesa eretta poco dopo l’anno 1000 e l’esigua popolazione della borgata di allora.
Le vicende dell’edificio
Dopo questo avvio, si salirà a contemplare alcuni particolari della cattedrale poco conosciuti: i lacerti del primo pavimento del duomo attuale, riedificato da Barbarossa dopo il danneggiamento da lui perpetrato nel cuore del XII secolo, le principali vicende dell’edificio e l’iconografia dell’attuale presbiterio, che dalla riforma conciliare iniziata dal vescovo Carlo Manziana, negli anni settanta, ha visto il completamento durante gli ultimi interventi straordinari degli anni 2010-2014, quando lo stesso artista ha realizzato gli altri due poli liturgici mancanti, ovvero l’ambone e la cattedra del vescovo.