11-04-2021 ore 15:30 | Cultura - Musica
di Gloria Giavaldi

Canzoni, il progetto di Gio Bressanelli tra storia e rinascita: "così festeggio 60 anni"

Le pareti ricoperte di colori sullo sfondo, la chitarra tra le mani, le parole che si rincorrono in modo spontaneo. Comincia così il racconto “dell'eccezionalità della normalità” da parte di Gio Bressanelli. Non si trova su un palco, non si perde negli occhi degli spettatori, “ma le persone si avvertono, sono sempre loro che fanno la differenza”. La musica e i progetti futuri ci sono. Lo anticipa tra una nota e l'altra, cantando, parlando, sorridendo davanti ad una telecamera, in diretta Facebook con il suo pubblico. La sua rinascita si racconta in un nuovo album, in uscita la prossima estate. “Si chiamerà Canzoni, continuerà a sostenere il progetto animali di Atim per le donne del nord Uganda, sarà una raccolta di brani dei più grandi cantautori italiani. Di quelli che mi hanno fatto crescere”. Racconterà la storia, “ciò che siamo stati e continuiamo ad essere”. È un modo per “ricordare le nostre radici in un periodo in cui le stiamo smarrendo”.

 

Una voce nuova

Dodici canzoni fatte di suoni popolari, familiari ed essenziali, condivise con Mattia Manzoni. “Di queste, solo una sarà mia” spiega Bressanelli. Si intitola Fabio “celebra la forza di mio nipote che ha sfidato la sorte ed è nato in un periodo complesso. Ricorda che la vita non aspetta”. Infine è previsto “un omaggio alla tradizione popolare cremasca”. A quasi 60 anni Gio vuole tornare a mettersi in gioco. “Canzoni sarà il mio primo album con la mia nuova voce”. Dopo un tumore alle corde vocali e due operazioni “torno con il desiderio di celebrare l'essenzialità e l'eufonia”. Ché “i suoni possono essere belli, gradevoli, anche se imperfetti”. Torna per festeggiare un traguardo: “dopo una vita di musica ho voluto festeggiare il mio sessantesimo compleanno raccontandomi anche con un libro”.

 

Raccontarsi

La copertina è scura. Le emozioni che contiene, tuttavia, trapelano chiaramente. “Ho sentito l'esigenza di mettere nero su bianco la vita”. É nato così Verso le tre, appunti per uno spettacolo, quello della vita. “Ho voluto sperimentare una nuova forma: le canzoni sono sintetiche, io, invece, arrivato a questo punto, volevo raccontare, volevo dilungarmi, cimentarmi in una nuova arte. Non ho la pretesa di insegnare o di cambiare le cose. Come dice De Andrè, ho sempre fatto cose con il timore di far troppo forte e con l'umiltà di chi vive di passione”.

 

Insieme

Il progetto, per il quale è ancora attiva una raccolta fondi, verrà presentato il prossimo 5 agosto alla Casa del tabacco tra Crema ed Offanengo, “tra un bicchiere di vino ed una fetta di salame”. Arte è “dire qualcosa nella semplicità”. Con il suono mai banale della chitarra. Si è fatto tardi. “Ora è tempo di staccare – dice agli spettatori virtuali – spero di vedervi presto dal vivo”. Passano alcune immagini del concerto realizzato nel teatro vuoto di Romanengo. “Il periodo è difficile per tutti. Anche per la cultura. Ma continuiamo insieme, verso la libertà”. Lo schermo si spegne, il silenzio si diffonde. La musica resta nel cuore.

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