11-02-2026 ore 17:48 | Cultura - Incontri
di Gloria Giavaldi

Rotary, Martelli racconta il volto più bello d'Italia: un viaggio di solidarietà lungo un secolo

Un'opera di digitalizzazione che consentirà di raccontare la storia del Rotary international e la storia d'Italia anche tra molto tempo. Un'eredità che profuma di storia, di cultura, di solidarietà. Una rete di mani strette e operose e menti eccelse che hanno scritto (o meglio riscritto) la storia e le sorti della nostra Italia. Ospite del Rotary Pandino Visconteo, ieri sera presso la villa Toscanini di Ripalta Guerina, Francesco Martelli ha ricostruito l'ultimo secolo di storia del club di servizio. Direttore della cittadella degli archivi di Milano, responsabile documentale e conservatore digitale del comune di Milano, Martelli è stato impegnato in prima linea in questo lavoro di ricerca ed archiviazione.

 

La storia di Milano è la storia d'Italia

“La storia del Rotary – ha spiegato – si interseca con quella di Milano. Dalla Fondazione Rotary International siamo stati incaricati di digitalizzare per meglio conservare l'archivio storico del primo club milanese, dal lontano 1923. Il suo sviluppo può essere diviso in due fasi: la prima fino al 1938 con importanti influenze dall'Inghilterra e dall'America, la seconda, dopo l'autoscioglimento dei club motivato dalla leggi razziali, con la nuova fondazione dal 1946. Dal 1923 al 1938 il Rotary è stato terreno fertile per americani facoltosi, desiderosi di radicarsi in Italia, mediante importanti progetti solidali. Da qui ha tratto la sua vocazione internazionale: è un sistema che fa della solidarietà e della cultura le leve principali per assicurare lo sviluppo sociale della nostra Italia. Lo fa oggi, lo faceva ieri, quando il Belpaese nel '900 mostrava la necessità di evolvere, di cambiare e al tempo stesso di rendere il tessuto sociale sempre più solido”. La promulgazione delle leggi razziali ha rappresentato una fratttura: molti rotariani erano ebrei, moltissimi ebrei e massoni. Il club decise, quindi, per lo scioglimento. Venne rifondato nel 1946. Da quel momento continua a giocare, ancora oggi, un ruolo da protagonista, in particolare nell'attenzione alle persone con fragilità.

 

Carta canta

“Lo si vede dai tanti bollettini e dalle iniziative che non accennano a finire”. Numeri alla mano, l'attività che Martelli ha condotto ha interessato oltre 3400 fotografie, gli annuari del Rotary dal 1927 al 2012, un fondo bibliografico generale che comprende circa 300 titoli tra saggi, produzioni commemorative, cataloghi di mostre ed eventi, volumi generalisti. Sono state tracciate sei serie archivistiche: i bollettini settimanali dal 1925 al 1938, campioni di corrispondenza ufficiale tra il 1925 ed il 1927, i verbali del consiglio direttivo dal 1946 al 2017, i verbali del comitato dei presidenti tra il 1930 ed il 1980, i materiali delle iniziative Rotary 1923-2023 e Gli uomini che hanno fatto grande Milano nel '900. “L'obiettivo di tutto questo è chiaro: conservare la memoria e fare sinergia tra istituzioni. Digitalizzare è importante, ma ancora più importante nei luoghi come i poli archivistici è preservare il cartaceo per far sì che, nonostante lo scorrere del tempo, resti la prova autentica di ciò che è stato: la prova tangibile della nostra memoria”.