“Grasso è bello, diverso è bello”: questi gli slogan che hanno accolto gli spettatori, presenti in sala al teatro San Domenico giovedì 9 ottobre 2025 per assistere allo spettacolo “Hairspray”, portato in scena da Musical Times Academy di Firenze con la regia di Denny Lanza. Sul palco, in un turbine di lustrini, vestiti anni Sessanta dai colori sgargianti e parrucche cotonate, ha preso vita la storia di Tracy Turnblad, una ragazza dalle forme morbide e generose e dal cuore grande con il sogno di partecipare al Corny Collins Show, un programma televisivo locale, e diventare famosa. Il musical ha dimostrato come sia possibile e significativo promuovere un messaggio di inclusione ed accettazione con leggerezza, in un clima di festa e di humor irriverente.
Dal film al musical
Il sipario si è aperto su un cult, in scena in varie forme dal 1988. “Grasso è bello - Hairspray” nasce alla fine degli anni Ottanta come commedia musicale, girata negli U.S.A. e diretta da John Waters. Nel 2002 debutta a Broadway in veste di musical, restando in scena per 2.642 repliche fino al 2009. Il musical viene poi nuovamente adattato per il grande schermo nel 2007 con un cast di eccezione, che annovera John Travolta, Michelle Pfeiffer, Zac Efron e Christopher Walken. A riprova dei successi ottenuti, nel 2022 la versione cinematografica viene selezionata per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla biblioteca del Congresso. La fortuna di questo spettacolo continua anche oltreoceano, con diverse compagnie che lo mettono in scena: nel 2010 il musical arriva in Italia con Simone Di Pasquale e Stefano Masciarelli, nel 2018 viene riproposto da Giampiero Ingrassia, fino all'allestimento attuale con la stupenda e disinvolta Matilde Brandi e con Eraldo Moretto “La Cesira”, ironico ed accattivante.
Segui il tuo sogno
La protagonista è una studentessa bullizzata ed emarginata per il suo aspetto, ma che, grazie alla sua determinazione ed al sostegno dei suoi genitori, non si perde d'animo e lotta per realizzare i suoi sogni: diventare famosa e conquistare il ragazzo, il più bello della classe, di cui è innamorata.
Inizialmente l'impresa sembra impossibile, ma l'energia positiva e contagiosa della ragazza e la sua capacità di andare oltre gli schemi e gli stereotipi della società, in cui vive, la rendono popolare e permettono che si crei intorno a lei un gruppo di amici, che la apprezzano e la sostengono per le sue idee e qualità. La giovane e solare Tracy, infatti, nonostante qualche chilo in più, è un’ottima ballerina e, proprio grazie al suo talento, elimina tutta la concorrenza, tra cui Amber Von Tussle, la giovane ed arrogante figlia di Velma, malefica ed invidiosa presentatrice del programma, che non perde occasione di umiliarla e deriderla per il suo aspetto e per la sua amicizia con persone di colore.
Hairspray
La storia è semplice, ma i temi proposti si rivelano importanti: si tratta dell'eterna lotta fra essere e apparire, fra il mito della bellezza standardizzata stile Barbie e l'unicità di ogni donna, con le caratteristiche fisiche ed intellettuali, che le sono proprie e che la rendono affascinante. E' il dialogo tra generazioni di madri e figlie, che hanno prospettive di realizzazione personale diverse e tra giovani studenti e studentesse, che si affacciano alla vita con legittime aspirazioni ed inevitabili frustrazioni. E' un confronto serrato a ritmo di musica tra chi si apre all'altro e vede nella diversità una scoperta ed una ricchezza e chi preferisce tracciare confini e tenersi stretta la sicurezza asfittica e senza possibilità di confronto delle proprie convinzioni. L'energia delle coreografie e delle canzoni contribuisce a far passare questi messaggi in modo forte e chiaro e il pubblico partecipa con risate ed applausi.
Spruzzi di gioia
“Lacca in testa e facciamo festa!” sintetizza perfettamente lo spirito dello show: un’esplosione di brani anni Sessanta, firmati da Marc Shaiman e Scott Wittman, molto ben eseguiti, sotto la direzione musicale di Daniele Narducci in sintonia con le brillanti coreografie, curate da Giovanni Cencicola. Il ritmo sempre sostenuto e la gioia dei 22 giovani performer in scena, sia professionisti che allievi, fa dimenticare qualche sbavatura di troppo nella gestione delle luci e nella recitazione, a tratti così concitata ed emozionata da non rendere interamente comprensibili i dialoghi. Gli applausi non mancano e la serata termina davvero come una festa danzante, con il pubblico invitato ad alzarsi in piedi per eseguire una breve coreografia insieme agli artisti sul palco.